All’indomani dell’8 marzo, Perugia ha ospitato un’iniziativa della campagna nazionale “Contro la violenza sulle donne mai bandiera bianca”, promossa da Anci in collaborazione con il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. L’evento si è svolto nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, con la partecipazione di istituzioni, associazioni, rappresentanti del mondo dello sport e studenti di alcune scuole superiori cittadine. Al termine dell’incontro, lungo corso Vannucci, è stata esposta la bandiera simbolo della campagna, destinata a rimanere visibile per tutto l’anno come segno dell’impegno dei Comuni italiani contro la violenza di genere. L’iniziativa è stata ideata e promossa dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, delegata nazionale Anci alle Pari opportunità.
L’incontro si è aperto con la proiezione del monologo di Paola Cortellesi ai David di Donatello 2018, realizzata in collaborazione con Rai Umbria, che affronta con ironia il tema del linguaggio maschilista e degli stereotipi di genere. A moderare il confronto è stata Michela Angeletti, presidente del Co.Re.Com. Umbria, che ha sottolineato l’importanza del contrasto al linguaggio d’odio e alle discriminazioni nei media.
“Fra i nostri compiti istituzionali, oltre alla protezione dei minori, il contrasto al linguaggio d’odio, alla discriminazione di genere, al sessismo e a ogni stereotipo in tutti i media è uno degli aspetti che mi stanno più a cuore”, ha dichiarato Angeletti aprendo i lavori.
Nel corso del confronto sono intervenuti numerosi rappresentanti delle istituzioni e della società civile. La sindaca Vittoria Ferdinandi ha evidenziato come la violenza contro le donne rappresenti una delle ferite più profonde delle democrazie contemporanee, sottolineando la necessità di una risposta collettiva che coinvolga istituzioni, scuole, associazioni e comunità. Ferdinandi ha ringraziato in particolare il lavoro quotidiano dei centri antiviolenza e delle associazioni, definiti presidi fondamentali per il sostegno delle donne vittime di abusi.
Secondo la sindaca, il contrasto alla violenza di genere non può essere considerato soltanto una campagna di comunicazione, ma deve diventare una scelta culturale e politica strutturale. Ha ricordato inoltre come la violenza non sia il risultato di episodi isolati o di improvvisi “raptus”, ma spesso il prodotto di disuguaglianze e stereotipi radicati nella cultura e nel linguaggio.
Nel suo intervento, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha ribadito l’impegno delle istituzioni regionali sul tema della parità di genere. “Perugia e l’Umbria sono in prima linea nella difesa della parità di genere e nel contrasto alla violenza sulle donne”, ha affermato, ricordando anche la presenza di una rete regionale di centri antiviolenza e servizi di supporto distribuiti nelle diverse zone sociali del territorio.
La presidente ha inoltre ricordato tre donne vittime di femminicidio in Umbria, “Elisa, Laura e Stefania”, sottolineando come la memoria delle vittime rappresenti un richiamo costante a non abbassare l’attenzione.
All’incontro ha partecipato anche Carolina Cucinelli, che ha evidenziato l’importanza di promuovere una cultura del rispetto nella società e nei luoghi di lavoro. “Chi ha la possibilità di farlo dovrebbe prendere la parola. È necessario parlare di cultura del rispetto per lottare contro una piaga sociale”, ha affermato.
L’assessora ai Servizi sociali Costanza Spera ha invece sottolineato il ruolo degli enti locali nella prevenzione e nel sostegno alle vittime: “Il contrasto alla violenza maschile sulle donne non può essere affrontato solo come emergenza ma deve diventare una priorità strutturale delle politiche pubbliche”. Secondo l’assessora, i Comuni rappresentano il livello istituzionale più vicino ai cittadini, fondamentale per costruire servizi di protezione, percorsi di autonomia e azioni di prevenzione culturale.
L’assessora all’Istruzione Francesca Tizi ha richiamato l’importanza della scuola nel promuovere una cultura della parità e del rispetto tra le nuove generazioni. “Il vero cambiamento passa per la scuola, è nella libertà che solo la cultura può dare”, ha dichiarato.
Il tema dell’educazione e della prevenzione è stato ripreso anche da Luisa Fatigoni, della Consulta Pari Opportunità di Anci Umbria, che ha evidenziato il valore simbolico dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne e la necessità di rafforzare strumenti di ascolto e prevenzione come i consultori familiari.
Durante l’incontro è intervenuta anche Maurita Lombardi, presidente dell’associazione Liberamente Donna, che ha ricordato come il contrasto alla violenza di genere richieda un lavoro quotidiano e un cambiamento culturale profondo, capace di coinvolgere istituzioni e società civile.
Un contributo è arrivato anche dal mondo dello sport femminile. Alice Merli, responsabile marketing della Black Angels Perugia Volley, insieme alle giocatrici Alessia Fiesoli e Stefania Recchia, ha evidenziato le difficoltà che le donne incontrano ancora nello sport e nel lavoro, ricordando anche l’impegno della squadra nelle iniziative sociali contro la violenza di genere.
All’evento hanno partecipato inoltre studentesse e studenti dell’IIS Alessandro Volta, del liceo artistico Bernardino di Betto e del liceo scientifico Alessi, che hanno portato contributi e riflessioni sul ruolo dell’educazione e della testimonianza nel contrasto alla violenza.
Tra le autorità presenti anche la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi, il prefetto Francesco Zito, il questore Dario Sallustio, rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, associazioni e forze dell’ordine.