La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha reso noti, in occasione della Giornata internazionale della donna del 6 marzo 2026, i dati sulla violenza di genere registrati nel corso del 2025 nel distretto umbro. I numeri, raccolti dalle Procure locali e trasmessi alla Procura Generale della Corte di Cassazione, evidenziano un quadro di crescente allarme sociale e giudiziario, con tre femminicidi e oltre 1.300 procedimenti penali aperti nell’arco di un solo anno.
Nel 2025 le Procure del distretto umbro hanno iscritto 1.316 procedimenti per reati rientranti nel Codice Rosso, la normativa che prevede strumenti rafforzati di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere. In circa trecento casi le autorità giudiziarie hanno adottato misure cautelari nell’immediatezza dei fatti, a garanzia dell’incolumità delle vittime. I dati vengono rilevati attraverso gli strumenti previsti dal codice di procedura penale per il monitoraggio dei procedimenti da parte della Procura Generale, come l’audizione tempestiva della persona offesa.
La Procura di Perugia ha gestito quasi 600 procedimenti riconducibili al Codice Rosso, un numero che ha reso necessario un rafforzamento organizzativo: è stato istituito un turno dedicato alle urgenze per garantire interventi tempestivi in favore delle vittime. Anche la Procura di Terni segnala un incremento significativo: i procedimenti sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni, raggiungendo quota 380. La Procura di Spoleto, con 350 nuovi procedimenti, ha dovuto aumentare l’organico dedicato, a fronte della crescita dei casi di violenza sessuale, atti persecutori e maltrattamenti.
Particolare rilievo assume il dato relativo ai minori. La relazione trasmessa alla Cassazione segnala un aumento delle condotte violente nelle relazioni affettive tra adolescenti, spesso caratterizzate da dinamiche di tipo psicologico e digitale. Tali situazioni richiedono, secondo la Procura Generale, un intervento giudiziario tempestivo abbinato a un investimento in educazione emotiva e relazionale, in considerazione dell’età dei soggetti coinvolti.
Sul fronte della realtà penitenziaria, i dati umbri indicano la presenza di 1.714 detenuti distribuiti nei quattro istituti regionali. Presso la Casa Circondariale di Capanne di Perugia, unico istituto con sezione femminile, risultano detenute 73 donne su un totale di 501 reclusi, pari al 14,5% della popolazione carceraria della struttura e al 4,3% dell’intera popolazione detenuta regionale. Il dato è in linea con il panorama nazionale, dove le donne detenute sono 2.778 su 63.801 complessivi. Non risultano attualmente bambini presenti nel reparto nido di Capanne.