Enrico Melasecche, capogruppo della Lega in Umbria, ha rilasciato dichiarazioni politiche sulla situazione di congestione stradale cronica che colpisce i residenti di Ponte San Giovanni e Balanzano, due comunità del territorio perugino investite da una serie di incidenti stradali in un contesto di traffico in costante sofferenza. La denuncia si inserisce nel dibattito sulla mancata realizzazione di una variante stradale nel tratto compreso tra Collestrada e l’imbocco del raccordo autostradale verso Bettolle, uno dei nodi viabilistici più critici della regione.
Il punto di partenza: il comunicato del comitato cittadino
Alla base dell’intervento di Melasecche c’è un comunicato del comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”, che prende di mira le dichiarazioni di un esponente dell’amministrazione comunale. Secondo il documento, l’amministratore avrebbe sostenuto che un potenziamento della velocità dei treni ferroviari potrebbe contribuire ad alleviare la quasi paralisi quotidiana del traffico veicolare nella zona. Il comitato ha risposto con un’analisi numerica puntuale: un eventuale miglioramento del servizio ferroviario sottrarrebbe al traffico stradale, nella migliore delle ipotesi, circa cinquemila persone. A fronte di un flusso stimato di novantamila veicoli giornalieri tra autoveicoli e mezzi pesanti, l’impatto risulterebbe del tutto marginale.
L’accusa di ideologia ambientalista
Il comitato non si limita alla critica tecnica. Nel testo viene denunciato quello che viene definito un atteggiamento di “ambientalismo da signori privilegiati”, ovvero la tendenza dell’amministrazione a privilegiare la tutela ambientale a scapito della qualità della vita di decine di migliaia di persone che ogni giorno vivono e lavorano nel territorio interessato. Secondo il comitato, il rifiuto di procedere con la variante stradale avrebbe motivazioni di carattere ideologico, con conseguenze dirette sull’isolamento infrastrutturale della regione e sul deterioramento delle condizioni di salute della popolazione residente.
Promesse elettorali disattese: il tema della partecipazione
Un altro elemento centrale della critica riguarda la mancanza di partecipazione democratica effettiva. I cittadini lamentano l’assenza di assemblee pubbliche sul tema, la carenza di confronto aperto con l’amministrazione e l’inesistenza di meccanismi reali di coinvolgimento popolare nelle decisioni che incidono sulla vita quotidiana. Il comitato sottolinea come tali strumenti fossero stati esplicitamente promessi in campagna elettorale dalla sindaca Francesca Ferdinandi e dalla presidente Stefania Proietti, ma non siano stati tradotti in pratica amministrativa concreta.
La lettura politica di Melasecche
Melasecche utilizza il comunicato del comitato come cartina di tornasole del malcontento degli elettori che avevano scelto le amministrazioni progressiste e che oggi si trovano, a suo avviso, profondamente delusi. Il capogruppo leghista definisce il testo un “grido di dolore e di protesta” di cittadini che non riconoscono nell’azione di governo quella capacità di ascolto e di risposta concreta che era stata promessa. L’amministrazione, secondo Melasecche, ha sostituito partecipazione e soluzioni operative con rinvii continui e dichiarazioni che maschererebbero, di fatto, incapacità operativa.
L’allarme sugli incidenti stradali
La parte conclusiva dell’intervento è quella di maggiore gravità. Melasecche auspica che non si verifichino ulteriori incidenti mortali nel territorio, ricordando come la probabilità statistica di nuovi sinistri risulti elevata in un contesto di congestione cronica e incontrollata. Il capogruppo avverte che chi si oppone oggi alla variante stradale — dopo aver sostenuto in passato posizioni diverse — porterebbe una responsabilità politica e morale gravissima nel caso in cui eventuali incidenti causassero vittime
Una risposta
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