Amanda Knox ritrova Mignini: “Hai detto brutte cose di me”

L’incontro tra l’americana assolta e l’ex pm Giuliano Mignini torna al centro del dibattito dopo la diffusione del video e le parole di Raffaele Sollecito

Knox Mignini

Amanda Knox e Giuliano Mignini si sono ritrovati faccia a faccia nell’estate del 2022 in Italia, a distanza di anni dall’omicidio di Meredith Kercher avvenuto a Perugia nel novembre 2007. Lei, condannata in primo e secondo grado e poi definitivamente assolta dalla Corte Suprema, è tornata nel Paese dove fu arrestata; lui, magistrato oggi in pensione, coordinò l’indagine sul delitto. Le immagini di quell’incontro sono state diffuse sui social dall’americana, riaccendendo l’attenzione su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni.

Nel video condiviso online, Knox si rivolge direttamente all’ex pubblico ministero ricordando quanto accaduto durante il processo. “Hai detto un bel po’ di cose brutte di me in aula”, afferma. E ancora: “Non ricordi? perché io ricordo… Hai detto delle brutte cose… come che dicevo brutte cose a Meredith mentre facevo schiaffi a lei”. Parole pronunciate in italiano, che richiamano le fasi più controverse del procedimento giudiziario.

Il caso riguarda l’omicidio di Meredith Kercher, studentessa britannica trovata senza vita nella casa che condivideva con Amanda Knox a Perugia. Dopo un lungo iter processuale, la Corte Suprema di Cassazione ha assolto in via definitiva Knox e Raffaele Sollecito, stabilendo la loro innocenza. La vicenda ha avuto un’ampia eco internazionale, trasformandosi in un simbolo di dibattito sulla giustizia e sulla narrazione mediatica dei processi.

Tornata negli Stati Uniti dopo la scarcerazione, Knox ha realizzato un documentario intitolato “Bocca del lupo”, distribuito da Hulu, in cui racconta il proprio rientro in patria e il percorso personale successivo alla detenzione. “Racconta anche del mio incontro faccia a faccia con l’uomo che mi ha mandato in prigione”, ha scritto l’americana su X, riferendosi a Mignini.

Secondo quanto reso noto, dopo quell’incontro del 2022 Knox e l’ex magistrato sarebbero rimasti in contatto. La diffusione delle immagini ha però suscitato reazioni, tra cui quella di Raffaele Sollecito, che ha commentato il video all’ANSA. L’ex imputato ha parlato di “uno spettacolo a danno di chi ha già pagato un prezzo altissimo”, tornando a ribadire l’esito definitivo del processo.

“La verità giudiziaria è stata accertata in modo definitivo dalla Corte Suprema: io e Amanda siamo innocenti”, ha dichiarato Sollecito. “Questo è un fatto, non un’opinione”, ha aggiunto, sottolineando come la decisione della Cassazione rappresenti un punto fermo sotto il profilo legale.

Nel suo intervento, Sollecito ha precisato di non avere obiezioni rispetto alla libertà di espressione: “Non ho nulla in contrario – dice – al fatto che ognuno possa esprimersi pubblicamente, compreso il dottor Mignini. Credo nel dialogo e nella libertà di parola”. Tuttavia, ha evidenziato quello che considera un nodo irrisolto della vicenda: “Tuttavia, ciò che trovo profondamente irrispettoso è che chi ha distrutto anni della mia vita e della vita di Amanda scelga di alimentare un racconto mediatico senza aver mai avuto il coraggio di ammettere pubblicamente il proprio errore. Prima di partecipare a documentari, serie televisive e interviste, sarebbe stato doveroso, nei confronti miei, di Amanda, e soprattutto della memoria di Meredith Kercher, riconoscere apertamente che si è trattato di un errore giudiziario gravissimo e chiedere scusa a chi ne ha subito le conseguenze”.

Infine, Sollecito ha ribadito: “Il problema non è chi parla – ribadisce Sollecito -, ma che la verità e le evidenze vengano messe al centro. Finché questo non accade, ogni apparizione mediatica rischia di essere soltanto uno spettacolo a danno di chi ha già pagato un prezzo altissimo”.

La pubblicazione del video del faccia a faccia tra Amanda Knox e Giuliano Mignini riporta così al centro dell’attenzione pubblica il caso Kercher, una vicenda che continua a generare confronto tra dimensione giudiziaria, memoria della vittima e racconto mediatico.

 

Guarda qui il video

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