Il Procuratore Generale di Perugia Sergio Sottani ha presentato una relazione critica all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 in Umbria, denunciando l’aumento di reati violenti e le contraddizioni del sistema penale italiano. La cerimonia si è svolta nello storico Palazzo di Giustizia di Perugia, dove Sottani ha tracciato un bilancio preoccupante della situazione criminale regionale e delle risposte legislative adottate.
Nel corso del 2025, l’Umbria ha registrato una recrudescenza allarmante di crimini quali traffico di stupefacenti, violenza di genere e furti in abitazione, accompagnata da un diffuso incremento delle condotte violente “da strada”. Il magistrato ha evidenziato come i cosiddetti “pacchetti sicurezza” approvati ciclicamente dal legislatore rappresentino “reazioni impulsive al malessere sociale”, spesso prive di coerenza e razionalità giuridica.
Particolarmente critico il riferimento al processo penale, definito appesantito da garanzie sofisticate come l’interrogatorio preventivo nel sistema cautelare, che risultano fruibili principalmente dai “soggetti forti e meglio difesi”. Il risultato, secondo Sottani, è un diritto penale dell’insicurezza che offre tutele difensive raffinate per “i privilegiati” e si dimostra inflessibile verso “gli esclusi”.
La violenza di genere rappresenta uno dei capitoli più drammatici della relazione. Nel 2025, l’Umbria ha registrato tre femminicidi, in due dei quali l’autore si è suicidato immediatamente dopo il fatto. Il procuratore generale ha accolto positivamente la legge sul femminicidio approvata a dicembre 2024, sottolineando però come costituisca un segnale del “ritardo culturale” di un sistema in cui solo ora compare espressamente il termine “donna” nel Codice penale.
Sottani ha criticato l’approccio “panpenalista e carcerocentrico” prevalente nelle politiche contro la violenza di genere e la criminalità minorile, definendolo “venato da populismo giudiziario”. Per raggiungere l’effettiva parità di genere, ha sostenuto, servono interventi strutturali: favorire l’occupazione femminile, aumentare gli asili nido, adottare politiche di sostegno alla maternità e introdurre l’educazione sessuale nelle scuole.
Preoccupante anche il quadro della violenza tra minorenni, sempre più frequentemente accompagnata dall’uso di armi. Il fenomeno si manifesta attraverso bullismo online, risse di strada e aggressioni verbali e fisiche, fino a esiti tragici come l’omicidio di un ventitreenne avvenuto nell’ottobre 2025 nel parcheggio di una facoltà dell’Università di Perugia. La Procura Generale ha avviato un progetto con l’ateneo perugino per analizzare i processi penali che coinvolgono minori, studiandone dinamiche criminali, collocazioni territoriali e contesti ambientali.
Il procuratore ha denunciato la “bulimia del crime” che caratterizza la società attuale, un’ossessione per i fatti di cronaca e la spettacolarizzazione del processo penale. Per questo motivo, gli uffici requirenti hanno istituito due Osservatori: uno sul linguaggio degli atti giudiziari e l’altro sull’informazione giudiziaria, strumenti ritenuti indispensabili per evitare derive morbose ed effetti di emulazione.
Sul fronte delle infiltrazioni mafiose, rimane alta l’attenzione della magistratura umbra. Sono stati aggiornati i protocolli delle Procure del distretto e si valuta una collaborazione con il Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, finalizzata a prevenire l’utilizzo illecito dei fondi da parte di organizzazioni criminali.
Sottani ha dedicato ampio spazio alla difesa dell’autonomia e indipendenza della magistratura, definite “un caposaldo di democrazia” e non “un privilegio di categoria”. Il magistrato ha criticato la crescente pressione burocratica sulla magistratura e la sua esposizione agli “odiatori seriali”, denunciando come le critiche si limitino spesso a bollare come inaccettabili i provvedimenti sgraditi senza entrare nel merito delle argomentazioni giuridiche.
Il distretto umbro si conferma eccellenza nazionale nell’innovazione tecnologica: la Procura Generale di Perugia è l’unico ufficio requirente di secondo grado coinvolto dal CSM nella ricognizione dei progetti sull’Intelligenza Artificiale applicata alla giustizia. La tecnologia, ha affermato Sottani, rappresenta “la spina dorsale della giurisdizione” per ottenere una giustizia efficiente e rapida.
Nel giugno 2025 è stato sottoscritto un accordo di collaborazione tra la Procura Regionale della Corte dei Conti e le Procure del distretto per rafforzare i controlli. Significativo anche il rapporto con il mondo forense, con cui sono stati condivisi progetti in materia carceraria.
La relazione si è conclusa con un richiamo storico al giudice Dante Troisi, condannato nel 1957 da un collegio straordinario per aver denunciato le disfunzioni della magistratura nel suo “Diario di un giudice”. Un monito sulla necessità di preservare l’indipendenza conquistata in settant’anni attraverso il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura.




