Il 2006 ha segnato un’importante svolta per la sanità di Foligno e dell’intera Regione Umbria, con l’inaugurazione del nuovo ospedale “San Giovanni Battista”, una struttura che ha profondamente cambiato il volto dell’assistenza ospedaliera. A vent’anni di distanza, il presidio ospedaliero continua a rappresentare un punto di riferimento cruciale, non solo per la città ma per l’intero sistema sanitario regionale.
Durante la celebrazione del ventennale, la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha ribadito l’importanza della struttura, che oggi si colloca come un polo ospedaliero fondamentale nella rete sanitaria umbra, con un ruolo centrale nella gestione delle emergenze tempo-dipendenti e delle patologie acute e croniche di media e bassa complessità. “Un ospedale che ha vinto la sua scommessa”, ha dichiarato la Presidente, sottolineando l’innovazione organizzativa e il forte investimento in risorse umane e tecnologiche. Proietti ha anche evidenziato l’importanza di rafforzare ulteriormente il ruolo dell’ospedale con il reclutamento di nuovi professionisti e l’integrazione dell’ospedale con il territorio attraverso la creazione della Casa della Comunità a Foligno, un punto di accesso unico per l’assistenza sanitaria e sociale.
Il percorso dell’ospedale di Foligno è stato, fin dall’inizio, caratterizzato da un approccio innovativo. A differenza del modello tradizionale basato sulla divisione per reparti, la struttura ha puntato sul modello per intensità di cura, dove il paziente è il centro di un sistema organizzato attorno alla gravità e complessità della sua patologia, piuttosto che alla divisione rigida in specializzazioni. Una visione che ha fatto di Foligno uno dei pionieri di questo approccio in Italia, mirando a una presa in carico continua e personalizzata del paziente.
A rendere il “San Giovanni Battista” un centro all’avanguardia anche sul piano tecnologico ci sono stati forti investimenti in innovazione, a partire dalla PET-TC, tra le prime attivate nel Centro Italia, fino alla telecardiologia e alla progressiva digitalizzazione dei processi clinici e organizzativi. Questi strumenti hanno migliorato la qualità delle diagnosi, l’efficienza e la sicurezza delle cure, ponendo l’ospedale al passo con le sfide del futuro.
L’ospedale ha saputo anche integrare i professionisti delle diverse specialità, incentivando il lavoro di squadra e promuovendo la collaborazione strutturata tra medici, infermieri e altre figure professionali. Una parte fondamentale di questa visione è stata la realizzazione di “reparti aperti”, inclusi gli spazi di rianimazione, pensati non come aree isolate, ma come luoghi di cura che interagiscono costantemente con gli altri reparti, promuovendo un’assistenza più dinamica e immediata.
Durante la celebrazione, sono stati ripercorsi i momenti più significativi della realizzazione dell’ospedale, con interventi da parte di numerose personalità che hanno contribuito al suo successo. Maria Rita Lorenzetti, ex presidente della Giunta Regionale, ha ricordato l’impegno e la visione che hanno portato alla nascita della struttura, mentre il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, ha sottolineato il legame profondo dell’ospedale con la città e la sua centralità nel panorama sanitario regionale.
A rendere ancora più significativa la giornata è stata la scopertura di una targa in memoria del prof. Orfeo Carnevali, figura fondamentale della sanità umbra, che ha dato un contributo determinante per la realizzazione del nuovo ospedale. La sua figura continua ad essere ricordata come simbolo di innovazione e visione per il futuro della sanità territoriale.