Matrimoni in Umbria, i riti civili doppiano quelli religiosi

I dati Istat confermano un cambiamento strutturale: nel 2024 oltre due nozze su tre sono civili, ma il totale continua a calare

In Umbria il matrimonio cambia volto e lo fa in modo sempre più netto. Nel 2024 le unioni civili hanno superato di oltre il doppio quelle celebrate con rito religioso, confermando una tendenza ormai strutturale nel panorama sociale regionale. È quanto emerge dal report dell’Istat, analizzato dall’ANSA, che fotografa un’evoluzione profonda nelle scelte delle coppie umbre.

Nel dettaglio, nel 2024 sono stati celebrati 1.623 matrimoni civili contro 808 religiosi, per un totale complessivo di 2.431 unioni. Un numero che, pur segnando il predominio del rito civile, evidenzia anche un calo generale dei matrimoni rispetto agli anni precedenti. Nel 2022, infatti, le celebrazioni erano state 2.587, scese poi a 2.490 nel 2023, fino all’ulteriore flessione registrata lo scorso anno.

Il dato più significativo riguarda il progressivo arretramento del matrimonio religioso. Tra il 2022 e il 2024, le unioni celebrate in chiesa sono passate da 1.052 a 808, con una riduzione netta che testimonia un cambiamento culturale ormai consolidato. Al contrario, i matrimoni civili risultano in crescita, passando da 1.535 nel 2022 a 1.623 nel 2024, rafforzando la loro centralità nel panorama umbro.

Questa trasformazione riflette una mutata percezione del matrimonio, sempre meno legata alla dimensione religiosa e sempre più vissuta come scelta personale e civile. Una tendenza che non riguarda solo l’Umbria, ma che nella regione assume contorni particolarmente evidenti, con oltre il 66% delle unioni celebrate in municipio.

Anche la stagionalità dei matrimoni conferma abitudini consolidate. In Umbria, giugno resta il mese preferito per sposarsi, con 450 celebrazioni nell’ultima rilevazione disponibile. Subito dopo si colloca luglio, con 335 matrimoni, a dimostrazione di come i mesi estivi continuino a essere i più scelti, grazie alle condizioni climatiche favorevoli e alla possibilità di organizzare cerimonie e ricevimenti all’aperto. All’estremo opposto si trova gennaio, che con appena 55 matrimoni si conferma il mese meno scelto dalle coppie umbre.

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