Gaza, Fratoianni rilancia: “Non è ancora pace. E no all’intervento militare in Iran”

Foligno il segretario di Avs critica la tregua in Medio Oriente, chiede il riconoscimento della Palestina e richiama l’attenzione su Gaza e Iran.

A Foligno, nel corso del convegno “Palestina non è ancora pace” promosso da Sinistra italiana, il segretario nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, è intervenuto per ribadire che l’attuale fase non può essere definita una vera pace. Secondo il leader di Avs, una tregua non può trasformarsi in pace senza il protagonismo dei palestinesi, senza la fine dell’occupazione e senza lo smantellamento di quello che ha definito un sistema di apartheid. Un messaggio che ha posto al centro, fin dalle prime battute, il nodo politico irrisolto del conflitto.

Fratoianni ha criticato duramente l’annuncio del cosiddetto Board della pace promosso dall’ex presidente statunitense Donald Trump, sottolineando come l’iniziativa escluda clamorosamente i palestinesi, rendendola a suo giudizio inaccettabile. Allo stesso tempo, ha evidenziato come le continue violazioni della tregua da parte di Israele dimostrino che non ci si trovi di fronte a una soluzione stabile e duratura, ma a un equilibrio fragile destinato a rompersi.

Nel suo intervento, il segretario di Avs ha invitato a mantenere alta l’attenzione internazionale su Gaza, evitando che il silenzio e l’assuefazione prendano il sopravvento. «Bisogna non spegnere la luce», ha ribadito, richiamando la responsabilità della politica e dell’opinione pubblica nel non archiviare il dramma umanitario in corso.

Fratoianni ha poi ricordato l’iniziativa lanciata a Bruxelles dalla Sinistra europea, che ha promosso una raccolta di un milione di firme per chiedere l’interruzione del trattato di associazione tra Unione europea e Israele. Un accordo che, ha spiegato, all’articolo 2 prevede esplicitamente la possibilità di sospensione in caso di violazioni dei diritti umani, elemento che rende, secondo Avs, politicamente e giuridicamente fondata la richiesta.

Non sono mancate le critiche al governo italiano, accusato di incoerenza sul piano diplomatico. Fratoianni ha parlato di ipocrisia nel sostenere formalmente la soluzione dei due popoli e due Stati senza però procedere al riconoscimento dello Stato di Palestina. A fronte di crimini di guerra e violazioni costanti del diritto internazionale, ha aggiunto, non si sarebbe registrata una condanna adeguata e all’altezza della gravità dei fatti.

Nel suo intervento, il leader di Avs ha allargato lo sguardo anche a quanto sta accadendo in Iran, denunciando una repressione brutale e una vera e propria strage di persone che lottano per la libertà. Pur ribadendo la solidarietà al popolo iraniano, Fratoianni ha espresso una netta contrarietà a qualsiasi intervento militare esterno, ricordando come l’“esportazione della democrazia con le bombe” abbia storicamente prodotto solo disastri.

L’iniziativa di Foligno si è così inserita in un quadro più ampio di riflessione internazionale, con l’obiettivo di tenere insieme i temi della pace in Medio Oriente, del diritto dei popoli all’autodeterminazione e del rispetto dei diritti umani, richiamando istituzioni europee e governi nazionali a scelte politiche più coerenti e incisive.

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