Comuni umbri sempre più europei: al via il progetto “Comuni in Europa 2.0”

Governance, competenze e supporto tecnico stabile per preparare gli enti locali umbri alla programmazione UE 2028-2034

Rafforzare il ruolo dei Comuni umbri nei processi europei e superare le fragilità strutturali che limitano l’accesso ai fondi UE. Con questo obiettivo nasce “Comuni in Europa 2.0”, progetto triennale ideato e finanziato da Anci Umbria e Cal Umbria, con il contributo dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, che ha preso ufficialmente il via in questi mesi.

L’iniziativa è stata presentata il 19 gennaio 2026 a Perugia, nella sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni, alla presenza di Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Erigo Pecci, presidente del Cal Umbria, e Dante De Paolis, segretario generale dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria. Pur assente per motivi di salute, la presidente dell’Assemblea Legislativa Sarah Bistocchi ha voluto esprimere il proprio sostegno al progetto, sottolineando l’importanza di mettere tutti i Comuni umbri nelle condizioni di cogliere concretamente le opportunità offerte dall’Unione Europea, soprattutto quelli più piccoli, spesso penalizzati dalla carenza di risorse umane.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che la frammentazione amministrativa rappresenta uno dei principali ostacoli alla piena partecipazione dei Comuni umbri alla progettazione europea. Come spiegato da Federico Gori, molte amministrazioni locali, in particolare quelle di dimensioni ridotte, non dispongono di competenze tecniche e strumenti operativi adeguati per accedere in modo continuativo ai finanziamenti europei e nazionali. I dati raccolti da Anci Umbria parlano chiaro: solo il 36,7% dei Comuni umbri ha partecipato a progetti europei a gestione diretta, frenato dalla complessità delle procedure e dalla mancanza di supporto tecnico stabile.

“Comuni in Europa 2.0” rappresenta l’evoluzione naturale del precedente progetto “Comuni in Europa”, concluso nel 2023, che aveva coinvolto 169 tra amministratori, dirigenti e funzionari di 48 enti locali. Quell’esperienza ha dimostrato che la continuità del supporto tecnico e una governance multilivello strutturata sono condizioni essenziali per consentire ai Comuni di intercettare risorse europee in modo sistematico, valorizzando anche gli effetti del Pnrr oltre la sua scadenza.

Il nuovo progetto punta quindi a trasformare l’approccio alla progettazione europea in Umbria, rendendolo stabile, coordinato e orientato al lungo periodo. Come ha evidenziato Erigo Pecci, l’obiettivo è agire come un sistema territoriale coeso, evitando che singoli Comuni restino esclusi. In questa prospettiva, il progetto rappresenta anche il primo passo verso una proposta di legge regionale, finalizzata a rendere strutturale e permanente il supporto tecnico ai Comuni umbri sulle politiche europee.

Il cuore operativo di “Comuni in Europa 2.0” poggia su tre pilastri fondamentali. Il primo è l’Osservatorio permanente sulle politiche europee, concepito come una vera e propria “torre di controllo” capace di monitorare i bandi UE in tempo reale e orientare le strategie degli enti locali verso le opportunità più coerenti con i bisogni del territorio. Il secondo pilastro è l’Albo regionale degli esperti, uno strumento digitale certificato che permetterà ai Comuni di accedere a professionisti qualificati, garantendo trasparenza e competenza in tutte le fasi della progettazione. Il terzo è l’Hub di assistenza tecnica, che accompagnerà amministratori e tecnici comunali dalla lettura dei bandi fino alla rendicontazione finale dei progetti.

La prima fase del progetto, prevista tra gennaio e aprile 2026, prevede l’istituzione di una cabina di regia, composta da Anci Umbria, Cal, Assemblea Legislativa, Province di Perugia e Terni ed esperti di politiche europee. A supporto opererà un Gruppo di lavoro tecnico-scientifico, formato da tecnici comunali e stakeholder territoriali, incaricato di definire la cornice metodologica dell’intero percorso.

Nel suo sviluppo complessivo, “Comuni in Europa 2.0” si articolerà in otto macroazioni integrate, che includono governance centralizzata, formazione mirata, reti di apprendimento, comunità di pratica e laboratori strategici. L’obiettivo finale è preparare l’Umbria ad affrontare in modo competitivo la programmazione europea 2028-2034, trasformando l’accesso ai fondi UE in una leva strutturale di sviluppo territoriale.

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