Umbria promossa sui Lea, Melasecche bacchetta: “Liste d’attesa falsate da mancate prese in carico”

Dati Gimbe promuovono la Regione sui livelli essenziali di assistenza, ma Melasecche attacca sulla mancata presa in carico delle prescrizioni

L’Umbria registra nel 2023, ultimo anno disponibile, un punteggio complessivo di 257 negli adempimenti dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), superando in modo significativo la media nazionale pari a 226. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Gimbe, che certifica la Regione come adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia. I dati, però, si intrecciano con un acceso confronto politico sulle liste d’attesa sanitarie, sollevato dal consigliere regionale della Lega Enrico Melasecche, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione in Consiglio regionale.

Nel dettaglio, l’Umbria ha ottenuto 93 punti nell’area della prevenzione collettiva e sanità pubblica, cinque in meno rispetto alle prime classificate, Provincia autonoma di Trento e Veneto. Nell’assistenza distrettuale il punteggio è stato di 80, sedici in meno rispetto al Veneto, mentre per l’assistenza ospedaliera la Regione ha totalizzato 84 punti, tredici in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento. Un quadro che, secondo Gimbe, colloca comunque l’Umbria tra le Regioni in grado di garantire i Lea, a fronte di otto Regioni risultate non adempienti.

L’interrogazione di Melasecche

Accanto ai dati positivi, però, si apre il fronte politico sulle criticità legate all’accesso alle prestazioni sanitarie. Il consigliere Melasecche ha dichiarato di aver presentato un’interrogazione su “una questione che tocca direttamente il diritto costituzionale alla salute dei cittadini umbri”, riferendosi alla corretta applicazione della normativa sulla presa in carico delle prescrizioni, all’attivazione dei percorsi di tutela, al rispetto della territorialità e alla trasparenza dei dati sulle liste d’attesa.

Si tratta di un atto che nasce da segnalazioni concrete e da criticità riscontrate sul territorio”, spiega Melasecche, sottolineando come, a suo avviso, vi sia stato un tempismo anomalo nella comunicazione istituzionale. “Colpisce che, dopo qualche ora dalla protocollazione del mio atto, la presidente della Regione abbia diffuso un comunicato stampa che interviene esattamente sugli stessi temi”, afferma, aggiungendo che “un tempismo che difficilmente può essere liquidato come casuale pone una questione sulla dubbia correttezza istituzionale di anticipare a mezzo stampa risposte dovute al Consiglio regionale”. La presidente, infatti, sarà chiamata a rispondere sull’interrogazione nella seduta del 22 gennaio.

Entrando nel merito, Melasecche contesta le rassicurazioni fornite dalla presidente Proietti, ritenendole “del tutto scollegate dalla realtà”. Secondo quanto riportato dal consigliere, numerosi cittadini starebbero segnalando l’impossibilità di entrare nelle liste d’attesa, a causa del rifiuto della presa in carico delle prescrizioni, una prassi che, a suo dire, violerebbe la normativa vigente e altererebbe i dati sulla domanda reale di prestazioni sanitarie.

“I cittadini stanno denunciando con sempre maggiore insistenza che viene loro impedito perfino di entrare nelle liste d’attesa”, afferma Melasecche, spiegando che “la prassi amministrativa segnalata con crescente frequenza presso le farmacie convenzionate è il mancato inserimento delle prescrizioni nel sistema quando non vi è una disponibilità immediata di appuntamenti”. Un comportamento che, secondo il capogruppo leghista, rappresenterebbe “la vera lesione dei diritti”.

“La normativa nazionale e regionale è chiara: ogni prescrizione deve essere presa in carico e registrata, indipendentemente dalla disponibilità immediata di slot”, prosegue Melasecche. “Solo a partire da questa presa in carico può essere attivato il percorso di tutela, che garantisce comunque l’erogazione della prestazione nei tempi previsti dalla classe di priorità”. In assenza di tale procedura, “il cittadino resta privo di tutele, mentre il suo bisogno sanitario scompare dai sistemi informativi”.

Tra le segnalazioni citate nell’interrogazione, viene indicato un caso emblematico: una prescrizione del medico di famiglia del 21 novembre 2025, con indicazione di erogazione entro 30 giorni, che non sarebbe stata né soddisfatta entro il termine del 21 dicembre, né presa in carico ai fini del percorso di tutela. “Nessuna registrazione, nessun tracciamento, nessuna tutela”, sottolinea Melasecche, evidenziando come la mancata presa in carico comporti una cancellazione amministrativa della domanda.

Secondo il consigliere, questo meccanismo produrrebbe un effetto distorsivo: “Liste d’attesa formalmente più leggere, ma cittadini sempre più soli di fronte al sistema”. Le conseguenze, afferma, ricadrebbero direttamente sui cittadini, tra chi si rivolge al privato e chi rinuncia alle cure, con ulteriori disagi legati alla scarsa prossimità territoriale delle prestazioni e un aumento della mobilità sanitaria passiva, con impatti anche sui conti regionali.

Melasecche riferisce inoltre di aver verificato personalmente una segnalazione “nella serata del 13 gennaio, alle ore 18, presso una farmacia di Terni, di fronte a testimoni”, sostenendo che quanto riscontrato smentirebbe la versione fornita dalla presidente. “La mancanza di presa in carico delle richieste risulta illegale”, afferma, annunciando che il gruppo consiliare della Lega sta valutando ulteriori azioni. “Il 22 gennaio la presidente sarà chiamata a rispondere in Consiglio regionale ed è in quella sede che dovranno essere chiariti i fatti”, conclude.

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