Il commissariamento dell’Umbria per il dimensionamento scolastico continua a suscitare polemiche politiche. I consiglieri di opposizione, tra cui Paola Agabiti, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Andrea Romizi, Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (TP-Uc), hanno criticato le giustificazioni della Presidente Proietti e del Partito Democratico, accusandoli di fare falsità strumentali per nascondere la loro inadeguatezza nella gestione della materia.
Secondo i consiglieri di opposizione, la Giunta regionale ha cercato di scaricare le responsabilità sul Governo solo per mascherare un’impostazione ideologica che ha impedito di affrontare seriamente il dimensionamento scolastico, un tema che richiedeva invece serietà e rispetto delle scadenze.
In merito alle accuse di chiusura di scuole lanciate dalla Giunta, i consiglieri hanno risposto chiaramente: “Nessun istituto verrà chiuso”. La riorganizzazione, infatti, riguarda solo una razionalizzazione delle dirigenze scolastiche e non compromette le autonomie scolastiche, come lo stesso Partito Democratico aveva ammesso in Consiglio regionale. Il problema, per l’opposizione, risiede nel fatto che l’assessore Barcaioli non ha rispettato le scadenze fissate dalla legge nazionale, e solo quando i termini erano ormai scaduti, ha cercato di comprimere l’iter burocratico per rimediare al ritardo. Inoltre, nonostante le proroghe concesse dal Governo, la Giunta ha ignorato la possibilità di adempiere agli obblighi di legge entro la scadenza del 18 dicembre.
Il commissariamento, dunque, è stato considerato inevitabile dall’opposizione, che ha accusato la Giunta di gestione irresponsabile e di inerzia amministrativa.
In risposta alle critiche politiche, i consiglieri di opposizione hanno sottolineato che il dimensionamento scolastico è stato introdotto nel 2022 dal Ministro dell’Istruzione del Governo Draghi, nell’ambito delle riforme legate al PNRR. Il Governo attuale, hanno evidenziato, ha scelto la strada della collaborazione istituzionale, mettendo a disposizione degli strumenti e delle proroghe per permettere alle Regioni di rispettare la legge. Inoltre, hanno ricordato che ingenti risorse sono state stanziate per l’edilizia scolastica, il bonus per le famiglie e le deroghe ai numeri minimi per le classi, specialmente per le zone più svantaggiate, come quelle del cratere.
I consiglieri di opposizione hanno anche sottolineato come la quasi totalità dei dimensionamenti scolastici in Umbria abbia riguardato Comuni amministrati da centrodestra e civici, che sono stati anche i più collaborativi con la Regione. Questo dato, secondo l’opposizione, smentisce definitivamente le accuse della Giunta e del Partito Democratico, che avevano parlato di un piano del Governo volto a penalizzare le Regioni di sinistra.
“Le bugie della sinistra vengono ancora una volta smentite dalla realtà dei fatti”, hanno concluso i consiglieri, ribadendo che se l’Umbria è arrivata al commissariamento, la responsabilità è esclusivamente della Giunta regionale, incapace di adottare misure tempestive e di affrontare con serietà le sfide amministrative.