Caso Hannoun, Ferdinandi: “Delegittimazione dei sindaci di centro sinistra”. L’opposizione rilancia (VIDEO)

La prima cittadina di Perugia parla di un’azione “nazionale e coordinata” e respinge gli accostamenti con il caso Hannoun. Sostegno da gruppi civici e botta e risposta con l’opposizione.

Una “campagna di delegittimazione” che non riguarderebbe soltanto lei, ma “tantissime sindache e sindaci del centrosinistra”. È la denuncia lanciata dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, che in un video pubblicato su Instagram ha sostenuto di essere finita al centro di un’operazione politica e mediatica che, a suo avviso, sarebbe nazionale e coordinata. Secondo la prima cittadina, si tratterebbe di un’azione messa in campo dalla destra “che non ha più né argomenti né risposte”.

Il riferimento principale è legato agli accostamenti con la vicenda di Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, arrestato a fine dicembre perché ritenuto un finanziatore di Hamas. Ferdinandi, civica alla guida di una giunta di centrosinistra, ha rivendicato la propria posizione sostenendo che l’obiettivo di questa dinamica sarebbe colpire amministratori locali che, nei territori, dimostrano che “un’alternativa è possibile”. Nel suo intervento, la sindaca ha parlato di “una destra che non sa perdere” e che se la prenderebbe con chi, ogni giorno, “dà risposte concrete”.

“Colpiscono i sindaci – ha aggiunto – perché vincono le elezioni, stanno tra le persone e danno risposte concrete ed è questo che li spaventa”. Nel video, la sindaca ha anche denunciato un uso strumentale del contesto internazionale, definendo “la cosa peggiore” il fatto che, in questo clima, venga “strumentalizzata una delle più grandi tragedie del nostro tempo” attraverso il tentativo di gettare fango su milioni di cittadini scesi in piazza “per difendere i valori della pace, la dignità e i diritti del popolo palestinese”.

Ferdinandi ha inoltre collegato la crescita del dibattito e delle polemiche ai giorni in cui sarebbe stata approvata una legge finanziaria definita “inefficace” e incapace, secondo lei, di rispondere ai bisogni reali del Paese. In questo contesto, ha ribadito che sindaci e sindache continuerebbero a occuparsi ogni giorno delle necessità dei cittadini e dei territori, senza farsi intimidire: “Noi sindaci non abbiamo paura e non ci facciamo intimidire”. La sindaca ha poi rivendicato la propria linea politica e istituzionale, sostenendo di sentirsi sostenuta da “un pezzo di Paese” e da “una stampa libera”.

Al video, nelle ore successive, sono arrivati segnali di approvazione anche da altri amministratori e profili istituzionali: tra questi viene citato l’account della sindaca di Genova Silvia Salis.

 

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Anima Perugia e Orchestra per la Vittoria all’attacco

A sostegno della prima cittadina sono intervenuti anche i gruppi consiliari Anima Perugia e Orchestra per la Vittoria, che in una nota hanno parlato di “un’operazione mediatica” mirata a colpire amministratori e realtà civiche “attraverso accostamenti strumentali, allusioni e ricostruzioni forzate”. Secondo i gruppi, si tratterebbe di un metodo “che non ha nulla a che fare con l’informazione” e che risponderebbe invece alla volontà di intimidire chi rappresenta un’alternativa politica nei territori.

Nella stessa nota, Anima Perugia e Orchestra per la Vittoria ribadiscono che il loro impegno a sostegno del popolo palestinese si collocherebbe “esclusivamente nel solco dei diritti umani, dell’autodeterminazione dei popoli e della pace”. L’associazione afferma inoltre di aver sostenuto iniziative pubbliche “regolarmente autorizzate” con l’obiettivo di promuovere “principi di libertà, giustizia e riconoscimento dei diritti”, sottolineando che ogni valutazione giudiziaria spetterebbe soltanto alle autorità competenti. I gruppi dichiarano di rifiutare “con decisione” ogni tentativo di associare l’impegno civile per la pace a logiche di violenza o terrorismo, definendo tale accostamento “grave, offensivo e pericoloso”.

Opposizione rilancia

Sul piano politico-istituzionale, il caso ha prodotto anche una reazione da parte dell’opposizione, che ha presentato due interrogazioni e che in una nota ha espresso sorpresa per il ricorso annunciato a querele, soprattutto dopo richiami pubblici, nel periodo natalizio, a un clima di comprensione e gentilezza. I consiglieri di opposizione rivendicano la legittimità delle interrogazioni presentate in Consiglio comunale sul caso Hannoun, considerate atti istituzionali finalizzati a chiarire “fatti oggettivi di rilievo pubblico”, tra cui la partecipazione della sindaca a manifestazioni e iniziative in cui Hannoun sarebbe stato presente come relatore, oltre alla promozione di eventi da canali politici a lei riconducibili.

Secondo l’opposizione, l’attività di controllo democratico sarebbe tutelata dalla Costituzione e dalla giurisprudenza consolidata e garantirebbe ai consiglieri ampia libertà di critica e iniziativa politica, in particolare quando è in gioco il ruolo istituzionale del sindaco e l’immagine dell’ente. Per questo, l’annuncio di verifiche legali generalizzate o azioni giudiziarie verso consiglieri e cittadini che pongono domande viene giudicato come un possibile elemento di pressione, “incompatibile con il libero confronto democratico”. L’opposizione conclude affermando che non arretrerà e continuerà a svolgere il proprio ruolo “con responsabilità, fermezza e rispetto delle istituzioni”.

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