Attacco Usa al Venezuela, l’assessore Barcaioli: “Neocolonialismo imperialista, il Governo condanni”

L’assessore alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, interviene sull’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, definendolo un atto “di estrema gravità” e chiedendo al Governo Meloni una presa di posizione netta. Nella nota, l’esponente regionale denuncia una violazione del diritto internazionale e richiama la comunità globale a reagire al rischio di una “guerra permanente”

L’assessore alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha espresso una dura condanna nei confronti dell’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, definendolo “un atto di estrema gravità” capace di incrinare ulteriormente l’ordine internazionale e di normalizzare l’uso della forza come strumento di dominio. La presa di posizione arriva mentre, secondo le ricostruzioni riportate da diversi media internazionali, gli Stati Uniti avrebbero avviato raid militari in territorio venezuelano dopo mesi di escalation e accuse rivolte a Caracas sul fronte del narcotraffico.

Nel suo intervento, Barcaioli lega l’azione militare americana a una logica di potenza, sintetizzando la propria critica con una frase che evidenzia la distanza tra retorica e azioni: “Dal Nobel per la pace al Nobel per la guerra, il passo è breve”. Secondo l’assessore, la “legge del più forte” si starebbe imponendo in un contesto internazionale in cui la guerra rischia di diventare un mezzo ordinario di pressione politica, rivolto contro Stati e popolazioni.

Il punto centrale della nota riguarda la motivazione ufficiale dell’attacco, che Barcaioli contesta apertamente. Secondo l’assessore, dietro il pretesto della lotta al traffico di stupefacenti si celerebbe un obiettivo diverso: esercitare un controllo sulle risorse primarie del Venezuela, in un quadro interpretato come “di stampo coloniale e imperialista”. Un’interpretazione che si inserisce in un dibattito più ampio, alimentato anche da analisi e ricostruzioni che collegano la strategia americana nell’area alla pressione politica su Caracas e al rafforzamento della presenza militare nella regione.

Barcaioli definisce inoltre l’intervento militare una palese violazione del diritto internazionale, sostenendo che l’azione sancirebbe di fatto il primato di chi dispone della maggiore potenza bellica. Per l’assessore umbro, questo rappresenta un precedente pericoloso perché, afferma, legittima l’arbitrio e riduce il peso delle regole condivise che dovrebbero tutelare la comunità globale.

Nel testo viene poi rivolto un appello diretto al Governo italiano. Barcaioli chiede al Governo Meloni una condanna “ferma e inequivocabile” di quella che definisce una deriva in grado di spingere il pianeta verso una condizione di “guerra permanente”. Allo stesso tempo, l’assessore sollecita un impegno per la tutela dei connazionali presenti nell’area, richiamando l’attenzione sugli effetti che un’escalation può avere anche sulla sicurezza delle persone.

Nel passaggio più politico della dichiarazione, Barcaioli richiama la responsabilità dei leader mondiali e ribadisce un concetto di sovranità nazionale contrapposto alla logica delle potenze: “Il presidente degli Stati Uniti non è il presidente del mondo”, scrive l’assessore, sostenendo che nessun Paese possa arrogarsi il diritto di colpire impunemente. A suo avviso, anche il silenzio della comunità internazionale rischia di diventare una forma di complicità, motivo per cui invita gli attori globali a prendere posizione

La nota si chiude con un richiamo valoriale che collega il tema geopolitico al ruolo istituzionale dell’assessorato: Barcaioli afferma che, “oggi più che mai”, è necessario riaffermare il rifiuto della guerra e richiamare con forza il valore universale della pac

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