Sono stati scarcerati tutti e undici i soggetti arrestati per la rissa tra due gruppi rivali avvenuta nei giorni scorsi nella zona di San Sisto, a Perugia, non lontano dall’ospedale. La decisione è stata presa dal giudice per le indagini preliminari (gip), che ha convalidato gli arresti eseguiti dopo i fatti, ma ha disposto l’immediata liberazione di tutte le persone fermate. Per tre di loro, tuttavia, sono state applicate misure restrittive: obbligo di dimora nella provincia di Perugia e divieto di allontanarsi dalla propria abitazione dalle 19 alle 7 del mattino.
L’episodio, verificatosi davanti a un bar, ha coinvolto due gruppi composti da cittadini albanesi, macedoni e rumeni, che si sarebbero affrontati in strada utilizzando bastoni e bottiglie. Lo scontro ha generato momenti di forte tensione in un’area frequentata e vicina a un punto strategico della città, richiamando l’attenzione sulla sicurezza urbana e sulle dinamiche legate a rivalità tra gruppi.
Secondo quanto emerso, nel corso della rissa un giovane di nazionalità macedone sarebbe stato anche investito, elemento che ha aggravato la gravità complessiva dell’intervento e ha contribuito a far scattare l’azione delle forze dell’ordine. Dopo gli arresti, la posizione dei coinvolti è stata valutata dal gip, che ha scelto la linea della liberazione immediata pur confermando la legittimità dei provvedimenti adottati nell’immediatezza.
Le misure imposte a tre dei soggetti liberati puntano a limitare i movimenti e a prevenire nuovi contatti o situazioni potenzialmente critiche, mantenendo un controllo sul territorio durante le ore serali e notturne. L’obbligo di dimora, associato al coprifuoco dalle 19 alle 7, rappresenta una forma di tutela preventiva, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta e dei successivi passaggi giudiziari. Intanto monta la polemica, con l’opposizione che chiede più attenzione per la sicurezza e vidosorveglianza.