Nel corso del 2025, la Guardia di Finanza ha messo a segno importanti risultati nel contrasto all’evasione fiscale in Umbria, scoprendo oltre 190 evasori totali. Questi soggetti, che operavano senza dichiarare i loro redditi o senza essere registrati al fisco, sono stati individuati grazie ad una serie di controlli nel settore del sommerso d’azienda e del lavoro. Le indagini, condotte con l’obiettivo di ridurre l’evasione fiscale e contrastare l’elusione, hanno riguardato vari comparti economici e sono state intensificate nell’ambito della lotta contro i fenomeni di grande evasione e le frodi fiscali internazionali.
A rivelarlo è stato il generale Francesco Mazzotta, comandante regionale della Guardia di Finanza dell’Umbria, durante il tradizionale scambio di auguri di fine anno. Presenti anche il colonnello Giampaolo Querqui, capo di Stato maggiore del Comando regionale Umbria, e i comandanti provinciali di Perugia e Terni, Stefano Pietrosanto e Mauro Marzo, che hanno sottolineato l’importanza del lavoro svolto dai reparti umbri.
Nel dettaglio, sono stati eseguiti oltre 700 controlli che hanno portato alla scoperta di 160 lavoratori in nero e 80 irregolari. L’attenzione della Guardia di Finanza si è concentrata anche sulle strutture ricettive, in particolare quelle nel settore turistico, per identificare operatori abusivi o irregolari, un fenomeno che risulta particolarmente rilevante in un territorio con una forte vocazione turistica. I controlli in questo ambito sono stati predisposti anche in collaborazione con le associazioni di categoria, per monitorare la regolarità delle imprese locali.
L’azione operativa si è estesa anche al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, con particolare attenzione ai fondi del Pnrr. La Guardia di Finanza ha continuato a svolgere un ruolo cruciale nella gestione dei fondi pubblici, assicurandosi che non venissero deviati da attività illecite.
In parallelo, l’azione contro la criminalità economico-finanziaria ha avuto come obiettivo quello di proteggere il sistema economico e il mercato legale da infiltrazioni criminali, impedendo l’ingresso di capitali illeciti. In questo ambito, sono stati sequestrati oltre 130 chili di stupefacenti, con circa 40 persone denunciate per reati legati alla droga. La lotta alla criminalità ha coinvolto anche l’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi di Perugia, dove la Guardia di Finanza ha collaborato con l’Adm (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per reprimere violazioni valutarie e altri illeciti.