Truffe e furti in Umbria: rinviato a giudizio un calabrese di 39 anni

Accusato di 37 reati, tra cui truffe, furti e minacce, l'uomo dovrà rispondere di numerosi crimini commessi in diverse città umbre. Il processo inizierà il 18 giugno

Tribunale Perugia

Un uomo di 39 anni, originario della Calabria, è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare di Perugia con l’accusa di aver messo in atto una lunga serie di truffe, furti e altri reati contro il patrimonio, commessi tra Perugia, Bastia Umbra, Corciano, Magione e Deruta. Il processo inizierà il 18 giugno, con la partecipazione di numerose persone offese e l’indicazione di 37 fatti criminosi.

Un’azione sistematica di raggiri e furti

Secondo la Procura della Repubblica di Perugia, l’uomo avrebbe attuato, tra il 2022 e il 2023, una serie di raggiri e furti aggravati, approfittando della fragilità e fiducia delle sue vittime. I reati si sarebbero verificati in vari luoghi pubblici e privati dell’Umbria. Il modus operandi dell’imputato prevedeva principalmente l’inganno, facendo leva su situazioni emotive delle vittime per ottenere denaro e beni.

Truffe e minacce: i dettagli dei reati

Tra i primi episodi contestati, risalenti al settembre 2022, l’imputato si sarebbe spacciato per parente o conoscente di persone in difficoltà, promettendo di restituire piccole somme di denaro per acquisto di farmaci o spese urgenti. In un caso, ha convinto un pensionato a dargli 50 euro con la stessa promessa, senza però mai restituire la somma.

Non mancano, nell’inchiesta, anche episodi connotati da violenza e minacce. Un caso, nel novembre 2022, ha visto l’imputato aggredire una donna, colpendola con un ombrello e minacciandola di fare un “buco in testa”, affermando di possedere una pistola. In altri episodi, l’uomo avrebbe strappato portafogli dalle mani di passanti o clienti di negozi approfittando di momenti di distrazione.

Raggiri anche in alberghi e studi medici

Uno degli episodi più singolari riguarda una struttura ricettiva di Perugia, dove l’uomo, fingendosi cliente, avrebbe soggiornato senza pagare un importo di 220 euro. Il reato sarebbe stato commesso dissimulando il proprio stato di insolvenza e appropriandosi anche delle chiavi della camera e del portone d’ingresso.

Il suo modus operandi non si fermava qui: l’imputato avrebbe agito anche all’interno di studi medici, parrucchieri, palestre, scuole e persino di una chiesa, dove avrebbe rubato portafogli e borse, utilizzando poi le carte di credito rubate per prelevare denaro o fare acquisti.

La truffa più grave: 4.000 euro da un’anziana

Tra i capi d’imputazione più gravi figura anche una truffa ai danni di un’anziana, in cui l’imputato, fingendo che il figlio della donna fosse rimasto coinvolto in un incidente stradale, le avrebbe fatto consegnare 4.000 euro con la promessa di “evitare guai giudiziari” per il familiare.

Il processo e le persone coinvolte

Nel fascicolo della Procura ci sono verbali di perquisizione, arresto e le dichiarazioni delle persone offese. L’imputato dovrà rispondere davanti al tribunale di Perugia delle accuse di truffa, furto, violenza e minaccia. Nel processo risulta anche una parte civile rappresentata dall’avvocato Saschia Soli, mentre l’imputato è difeso dall’avvocato Vincenzo Bochicchio.

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