In Umbria, nei giorni scorsi, i lavoratori di Unicoop Etruria hanno aderito allo sciopero con una partecipazione vicina all’80%, per protestare contro il piano di riorganizzazione annunciato dalla cooperativa, che prevede 180 esuberi tra il personale amministrativo e la cessione di 24 punti vendita Coop e Superconti, dieci dei quali sul territorio umbro, una scelta che ha acceso una vertenza considerata di forte impatto occupazionale e sociale.Uncio
Unicoop Etruria, cooperativa nata dalla fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno, ha precisato in un proprio comunicato che i punti vendita non verranno chiusi ma ceduti. La società ha inoltre annunciato tre nuove aperture a Terni, Gubbio e Norcia, nel tentativo di riequilibrare il piano industriale e rilanciare la presenza sul territorio. Tuttavia, le rassicurazioni non hanno attenuato la preoccupazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.
La mobilitazione a Castiglione del Lago
Dal presidio organizzato davanti alle strutture interessate, le Rsu della sede e del magazzino di Castiglione del Lago hanno espresso una critica netta alla gestione aziendale. “I valori della cooperazione vengono traditi da una dirigenza che ci tratta semplicemente come numeri”, hanno affermato i rappresentanti dei lavoratori, sottolineando come le scelte annunciate rischino di compromettere non solo l’occupazione, ma anche il legame storico tra la cooperativa e le comunità locali.
Alla mobilitazione hanno partecipato anche i sindaci Matteo Burico (Castiglione del Lago), che già nei giorni e mesi scorsi aveva ribadito la sua vicinanza alla lotta dei lavoratori, Fausto Risini (Città della Pieve), Luca Dini (Paciano) e Sandro Pasquali (Passignano sul Trasimeno) –, insieme a consiglieri regionali sia di maggioranza (Cristian Betti, Fabrizio Ricci) che di opposizione (Nilo Arcudi) , a testimonianza di una preoccupazione trasversale per le ricadute economiche e sociali della vertenza. La presenza delle istituzioni locali ha rafforzato il messaggio lanciato dai lavoratori, che chiedono un intervento politico più deciso.
I sindacati hanno ribadito la necessità che la politica si assuma le proprie responsabilità, definendo quella di Unicoop Etruria una vertenza territoriale, che va oltre il perimetro aziendale. Secondo le organizzazioni sindacali, il piano di esuberi e cessioni rischia infatti di avere effetti a catena sull’indotto e sui servizi nei territori coinvolti, in particolare nelle aree già fragili dal punto di vista occupazionale.
Al centro delle rivendicazioni c’è la richiesta di trasparenza sul piano industriale, di garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti e di soluzioni alternative agli esuberi, attraverso strumenti di gestione non traumatica e percorsi di ricollocazione condivisi. La forte adesione allo sciopero viene letta come un segnale chiaro di unità e determinazione da parte dei dipendenti.
“Questa fusione nasce da due debolezze di cui Coop Centro Italia è la più grande. Nel piano si dismettono strutture senza prospettive”, sottolinea Valerio Natili della Fisascat Cisl. “I comunicati del gruppo? Non rassicurano anzi per noi sono l’inizio di un declino della cooperativa che va fermato”, aggiunge Simona Gola della Uiltucs Uil.
“Chiediamo un presidio importante e con precise funzioni qui a Castiglione del Lago, così da poter ricollocare al meglio i lavoratori. Nei negozi invece, possiamo ricollocare solo nella zona, visto che attualmente siamo sotto organico”, conclude Massimiliano Cofani della Filcams Cgil.
“Senza neanche mettere in campo concreti tentativi di rilancio e investimento – spiegano le organizzazioni sindacali – dopo anni di inefficienze e scelte gestionali discutibili, da noi puntualmente contestate, ancora una volta si prova a scaricarne il costo sul personale dipendente: la grande partecipazione di oggi e l’attenzione espressa anche da molte istituzioni locali, testimonia che i lavoratori non lo accetteranno e andranno fino in fondo per ottenere risposte adeguate”. “Pretendiamo un impegno vero sul futuro della rete vendita – fanno sapere ancora i sindacati – con investimenti sulle strutture e sul lavoro,
Tavolo istituzionale
Un primo momento istituzionale di confronto è già stato fissato. Il 22 dicembre è previsto un tavolo in Regione Umbria, durante il quale sindacati, azienda e istituzioni saranno chiamati a discutere della vertenza e delle possibili soluzioni. Un appuntamento ritenuto cruciale per il futuro di centinaia di lavoratori e per la tenuta occupazionale di un settore strategico della distribuzione organizzata regionale.
