Truffa sui crediti di imposta: coinvolti i rappresentanti di una società di Corciano

I militari della Guardia di Finanza eseguono un sequestro preventivo per truffa aggravata legata a crediti di imposta fittizi derivanti dal Superbonus 110%, Eco Bonus e Sisma Bonus

Guardia di finanza

I militari della sezione di polizia giudiziariaaliquota Guardia di Finanza della Procura della Repubblica di Perugia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Perugia, su richiesta della stessa Procura. Il sequestro riguarda una società di Corciano e i suoi rappresentanti legali, di origine albanese e residenti a Castiglione del Lago, entrambi indagati per truffa aggravata. I due sono accusati di aver generato e commercializzato crediti di imposta fittizi relativi a lavori edili mai realizzati nell’ambito del Superbonus 110%, Eco Bonus e Sisma Bonus.

La denuncia che ha dato avvio all’indagine

L’indagine è scaturita da una denuncia presentata dalla proprietaria di un’unità immobiliare a Panicale, alla quale il rappresentante legale della società aveva prospettato la possibilità di avviare lavori di ristrutturazione agevolata tramite il sistema dello sconto in fattura, introdotto dalla legislazione d’emergenza durante la pandemia. La società, affidandosi a un professionista, ha comunicato all’Agenzia delle Entrate la disponibilità di crediti fiscali derivanti dal Superbonus 110%, ceduti dal proprietario, pur non avendo mai avviato i lavori di ristrutturazione.

Fatture false e asseverazione mendace

Oltre alla creazione di crediti di imposta fittizi, la società ha emesso fatture false nei confronti dello stesso committente e, senza il suo consenso, ha inviato i moduli di cessione del credito all’Agenzia delle Entrate. Questi documenti erano accompagnati da un’asseverazione mendace prodotta da un altro professionista compiacente, abilitato a certificare lo stato di avanzamento dei lavori.

Sequestro e azioni per bloccare l’utilizzo illecito dei crediti

Il provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria ha permesso di interrompere la circolazione delle risorse illecite, impedendo il successivo utilizzo dei crediti fiscali in compensazione delle imposte dovute. Il sequestro preventivo è stato eseguito nei confronti dei rappresentanti legali della società, oggi in liquidazione giudiziale, del professionista incaricato e dei due direttori dei lavori che si sono susseguiti nel tempo.

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