La crisi climatica sta mettendo a dura prova le generazioni future, e i giovani si stanno facendo sentire, non solo come vittime, ma come protagonisti nel tracciare soluzioni per un futuro più sostenibile. Il 10 e 11 dicembre 2025, oltre 50 studenti di cinque istituti superiori umbri hanno partecipato all’Hackathon per il Clima, evento organizzato da UNICEF Italia in partnership con IAIA Italia (International Association for Impact Assessment) e con la collaborazione della Regione Umbria.
I giovani partecipanti hanno lavorato insieme per sviluppare soluzioni scientifiche innovative destinate ad affrontare i principali problemi ambientali dei loro territori. L’obiettivo era creare progetti che potessero migliorare la sostenibilità e preservare la biodiversità, consentendo alle loro comunità di affrontare il cambiamento climatico in modo più consapevole ed efficace.
Un evento di co-progettazione per il futuro della regione
Durante l’Hackathon, gli studenti sono stati affiancati dai giovani tutor di YOUNICEF e dagli ingegneri di IAIA Italia per analizzare lo stato ambientale delle loro città e sviluppare cinque progetti concreti. Questi progetti si sono concentrati su tematiche urgenti come:
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Il dissesto idrogeologico, con soluzioni per prevenirlo e contrastarlo.
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L’inquinamento atmosferico e il microclima urbano, affrontando il problema dell’inquinamento e migliorando la qualità dell’aria.
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La sostenibilità degli spazi pubblici, promuovendo la sicurezza, l’inclusività e la vivibilità.
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La tutela e conservazione del paesaggio e delle aree sensibili, con iniziative per sensibilizzare la popolazione e promuovere comportamenti consapevoli.
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La gestione dei rifiuti organici, con l’introduzione di pratiche per una economia circolare e sostenibile.
Questi progetti sono stati il risultato di un intenso lavoro di gruppo, che ha visto i ragazzi collaborare per trovare soluzioni pratiche e innovative alle sfide che i loro territori si trovano ad affrontare.
Il sostegno delle istituzioni
L’evento ha ricevuto il supporto attivo delle istituzioni locali. Thomas De Luca, assessore all’Energia, all’ambiente e alle politiche climatiche della Regione Umbria, ha dichiarato: «È fondamentale che i giovani siano protagonisti del cambiamento e che diventino loro stessi decisori politici. Il mondo si cambia con l’esempio e il percorso intrapreso dai ragazzi dell’Hackathon è una testimonianza concreta dell’impegno delle future generazioni.»
Anche Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia, ha evidenziato l’importanza di questa iniziativa: «L’ambiente è un diritto che va tutelato, e i giovani sono il motore di questo cambiamento. La sfida partita dall’Umbria è un modello che speriamo possa espandersi a livello globale, perché la sostenibilità è un bene universale.»
Il futuro in mano ai giovani
Il direttore generale di UNICEF Italia, Paolo Rozera, ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno dei ragazzi: «Abbiamo assistito allo sviluppo di progetti concreti e scientificamente validi. È emozionante vedere come i giovani si stiano preparando a guidare il futuro del nostro pianeta, con competenza, coraggio e visione.»
Questa edizione dell’Hackathon per il Clima, che ha coinvolto istituti superiori come il liceo scientifico Galileo Galilei di Perugia, il liceo Renato Donatelli di Terni, l’I.I.S. Raffaele Casimiri di Gualdo Tadino, l’istituto tecnico Franchetti Salviani di Città di Castello e l’Istituto di Istruzione Superiore di Orvieto, ha permesso ai ragazzi di diventare veri protagonisti della sostenibilità. Grazie alle conoscenze acquisite, i giovani umbri sono pronti a contribuire attivamente alla salvaguardia della biodiversità e alla lotta contro il cambiamento climatico.
Un progetto globale
Dal 2019, UNICEF Italia e IAIA Italia organizzano l’Hackathon per il Clima con l’obiettivo di coinvolgere i giovani nella discussione climatica e nelle decisioni politiche, in linea con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile previsti dall’Agenda 2030. Questa edizione ha portato il progetto in Umbria, la “cuore verde d’Italia”, per sensibilizzare ulteriormente sulla necessità di un cambiamento a livello locale, ma anche globale.