Droga, criptofonini, auto clonate: smantellata un’organizzazione criminale

La Guardia di Finanza ha arrestato 6 persone e sequestrato oltre 3 kg di cocaina, smantellando un’organizzazione criminale che operava tra l'Italia, l’Olanda e il Belgio

Un’importante operazione antidroga ha portato allo smantellamento di una associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Perugia e condotta dalla Guardia di Finanza, ha portato all’arresto di sei persone in flagranza di reato e al sequestro di oltre 3 chili di cocaina e 80.000 euro in contante. L’associazione, che aveva legami con diverse province italiane e con l’estero, operava in modo particolarmente sofisticato, facendo uso di criptofonini, auto clonate e altre tecniche per eludere le forze dell’ordine.

L’operazione ha avuto inizio a Perugia con un episodio di spaccio al dettaglio, ma l’inchiesta si è estesa rapidamente, rivelando una rete criminale ben strutturata. Gli investigatori hanno utilizzato strumenti avanzati come intercettazioni telefoniche e ambientali, localizzazione satellitare, appostamenti e pedinamenti, ma la rete di trafficanti si è dimostrata particolarmente attenta a non lasciare tracce.

Tecniche sofisticate per eludere il controllo

L’organizzazione ha utilizzato criptofonini, dispositivi telefonici non intercettabili, supportati da server esteri e facilmente resettabili in caso di tentativi di intrusione, rendendo più complessa la raccolta di prove. Inoltre, i membri del gruppo criminale usavano auto clonate, ossia veicoli rubati che venivano modificati per sembrare legittimi. Questo ha portato a numerose denunce da parte dei proprietari delle auto originali, che si sono visti multare per infrazioni mai commesse.

Un’organizzazione senza quartier generale

Un’altra particolarità dell’associazione era l’assenza di un quartier generale. Le partite di cocaina venivano infatti stoccate e distribuite in camere d’albergo, prenotate per il tempo strettamente necessario a compiere le operazioni. Una volta completate le transazioni, le camere venivano liberate, impedendo così alle forze dell’ordine di localizzare un centro operativo stabile.

Un traffico internazionale

Le indagini hanno inoltre messo in luce che l’organizzazione era ben inserita in reti di approvvigionamento internazionali. La cocaina arrivava principalmente da Olanda e Belgio, dove i trafficanti avevano stabilito contatti con altri gruppi criminali. Le prove raccolte hanno documentato oltre 800 episodi di spaccio tra Perugia, Grosseto e le rotte internazionali. Gli arresti, avvenuti in flagranza, e i sequestri effettuati sono il risultato di mesi di indagini dettagliate.

Le misure cautelari

A seguito delle indagini, il GIP del Tribunale di Perugia ha emesso misure cautelari nei confronti di quattro persone, tre albanesi residenti tra Perugia e Lecco e un italiano che vive in provincia di Napoli. Le misure prevedono la presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria e obbligo di dimora. Inoltre, sono indagate altre nove persone per reati di spaccio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

La Corte dei Conti ha rigettato la richiesta di risarcimento di oltre 1,4 milioni di...
Un conflitto tra macelleria e parrocchia a Foligno: il Comune impone interventi urgenti per la...
Furto
Secondo un rapporto recente, l’Umbria registra un preoccupante aumento dei furti in abitazione, con un...

Altre notizie