In Umbria, la salute mentale diventa una delle principali priorità del nuovo Piano socio sanitario regionale. Con un totale di 16.425 adulti in cura per disturbi psichici, 12.625 minori in trattamento per neuropsichiatria infantile, e circa 13.500 soggetti seguiti per disturbi della nutrizione e alimentazione, il tema è diventato cruciale per il futuro delle politiche sanitarie regionali. Per affrontare queste sfide, la Regione Umbria ha promosso una due giorni di lavoro dal titolo “Salute mentale globale 15-16 dicembre”, un appuntamento fondamentale per il nuovo piano sanitario che si è svolto a Perugia.
Un tema trasversale e integrato
La Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha inaugurato i lavori sottolineando che la salute mentale riguarda l’intera società, attraversando settori come la sanità, la giustizia, l’educazione e le politiche giovanili. Ha posto l’accento sull’urgenza di affrontare il disagio psichico in modo preventivo e integrato, con particolare attenzione ai giovani, sempre più vulnerabili a causa dei cambiamenti sociali e delle nuove tecnologie. “Investire sulla prevenzione e sull’ascolto precoce è fondamentale per evitare che il disagio diventi emergenza”, ha affermato Proietti, evidenziando anche l’impatto dei social network e dell’intelligenza artificiale sui più giovani.
Una rete regionale per il benessere
Nel corso dell’evento, Proietti ha ribadito l’importanza di creare una comunità regionale in rete che sia in grado di rispondere ai bisogni emergenti, con un impegno collettivo che coinvolga istituzioni, professionisti, e la popolazione. La presidente ha evidenziato anche il contributo crescente dei giovani nei percorsi formativi e nelle attività orientate al benessere psicologico. “La salute mentale è uno dei pilastri portanti del nuovo piano socio sanitario regionale”, ha dichiarato, aggiungendo che la Regione Umbria intende prendersi la responsabilità di affrontare questo tema in modo concreto.
L’importanza della collaborazione istituzionale
Sergio Sottani, procuratore generale della Repubblica di Perugia, ha portato all’attenzione un aspetto delicato legato alla salute mentale: la gestione delle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), strutture destinate a soggetti socialmente pericolosi che necessitano di trattamenti psichiatrici specifici. Questo, ha sottolineato, richiede una risposta strutturale e condivisa.
Daniela Donetti, Direttrice regionale Salute e Welfare, ha evidenziato che la salute mentale deve essere un “piano nel piano”, un settore integrato e centrale nelle politiche sanitarie, e ha ribadito la necessità di un’alleanza istituzionale ampia che coinvolga Regione, Aziende sanitarie, enti locali e altre realtà del territorio.
L’Università di Perugia al fianco della Regione
Massimiliano Marianelli, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, ha parlato della “quarta missione” dell’Ateneo, ovvero quella di contribuire attivamente al benessere collettivo. Marianelli ha sottolineato come l’università, attraverso le competenze di psichiatria e psicologia, possa supportare l’integrazione dei servizi di salute mentale, non solo per gli studenti, ma per tutta la comunità umbra.
La provincia di Perugia e il passato pionieristico
Massimiliano Presciutti, presidente della provincia di Perugia, ha ricordato come la provincia stessa abbia compiuto una scelta pionieristica sulla salute mentale già 60 anni fa, avviando un percorso che oggi va rinnovato. “Oggi siamo chiamati a proseguire questo cammino con impegno e capacità di ascolto”, ha dichiarato, sottolineando come la salute mentale richieda scelte coraggiose per rafforzare il Servizio sanitario nazionale.
I lavori proseguono: tavoli tematici e confronto
Durante la due giorni, sono previsti interventi su temi come neuropsichiatria infantile, dipendenze patologiche, percorsi diagnostici terapeutici per i disturbi alimentari, e il ruolo del medico di medicina generale.
Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con tavoli tematici su doppia diagnosi, prevenzione del suicidio, salute mentale in carcere e benessere giovanile.
Il confronto si è concluso con un talk intitolato “Tutta colpa di Basaglia”, che ha offerto un’opportunità per riflettere sui cambiamenti avvenuti nel trattamento della salute mentale in Italia, moderato da Laura Dalla Ragione e con la partecipazione di Ludovica Jona e Federico De Salvo.