C’è anche Perugia tra le città protagoniste di “Gli archivi raccontano l’Italia”, il progetto promosso dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Archivi, che accompagna il pubblico in un viaggio nella memoria documentaria del Paese. L’iniziativa coinvolge otto Archivi di Stato – da Napoli a Palermo, passando per Milano, Venezia, Siena, Perugia, Genova e Caserta – con l’obiettivo di raccontare chi siamo, da dove veniamo e come si è costruita la nostra storia collettiva, attraverso fonti originali spesso poco conosciute.
Il progetto si articola in una serie di documentari, disponibili integralmente sul canale YouTube del Ministero della Cultura, che offrono uno sguardo diretto su carte, registri, mappe, fotografie e testimonianze conservate negli Archivi di Stato. Ogni episodio restituisce frammenti di vite quotidiane, vicende individuali e grandi eventi storici, contribuendo a ricostruire il tessuto sociale e culturale italiano.
Per Perugia, il racconto prende forma negli spazi dell’ex convento di San Domenico, sede dell’Archivio di Stato. Qui emergono documenti di straordinaria forza narrativa ed emotiva. Tra questi, il diario di una giovane donna rinchiusa in manicomio pur non presentando alcuna patologia, che racconta la sua quotidianità fatta di dolore, isolamento e speranze negate. Una testimonianza che getta luce su pratiche e mentalità di un’epoca, restituendo voce a chi per lungo tempo ne è stato privato.
Accanto a queste pagine intime, il documentario perugino mostra anche i segni di riconoscimento: piccoli oggetti personali che le madri lasciavano insieme ai figli abbandonati, spesso con “straziante dolore”, perché impossibilitate a mantenerli o perché nati fuori dal matrimonio. Oggetti silenziosi ma carichi di significato, che raccontano drammi familiari e condizioni sociali diffuse nel passato.
Non mancano documenti di grande rilievo storico e culturale, come una lettera autografa di Giovanni Boccaccio, scritta in volgare, che fornisce informazioni preziose sulle attività commerciali dell’epoca, offrendo uno spaccato sull’economia e sui rapporti mercantili del Medioevo. Ampio spazio è riservato anche ai registri dei ruoli matricolari, dai quali emergono le storie di migliaia di uomini coinvolti nelle guerre, tra cui quella di un militare che fu tra i carcerieri di Benito Mussolini a Campo Imperatore e che racconta la successiva liberazione del Duce da parte dei nazisti.
Il percorso si completa con i registri dell’Arte delle Mercanzie, una delle corporazioni più importanti dell’Umbria, fondamentali per comprendere l’organizzazione economica, sociale e politica del territorio in età comunale e moderna. Documenti che testimoniano il ruolo centrale di Perugia nelle reti commerciali e istituzionali del tempo.
“Gli archivi raccontano l’Italia” si propone così come un invito a riscoprire i luoghi che custodiscono la memoria del Paese, valorizzando un patrimonio documentario che non è solo conservazione del passato, ma chiave di lettura del presente e strumento per comprendere l’evoluzione della società italiana.