La Procura della Repubblica di Firenze ha avanzato una richiesta di 4 anni di carcere per Piero Fabbri, il muratore accusato di aver causato la morte di Davide Piampiano durante una battuta di caccia al cinghiale avvenuta l’11 gennaio 2023 sul Monte Subasio, al Fosso delle Carceri. Fabbri, oggi 58enne, è imputato di omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente, nel processo che si celebra con rito abbreviato.
Secondo l’accusa, Fabbri avrebbe sparato senza aver identificato correttamente il bersaglio, puntando l’arma ad altezza d’uomo e facendo fuoco in un contesto di incertezza, mettendo a rischio la vita di un altro individuo. La tragedia ha visto la morte di Davide Piampiano, 24enne, colpito durante una battuta di caccia, in un episodio che ha scosso profondamente la comunità.
Nel corso del processo, la parte civile, rappresentata dall’avvocato Franco Matarangolo, ha richiesto al giudice di riqualificare il reato, sollecitando di valutare il dolo eventuale come elemento psicologico dell’imputato e di aggiungere l’accusa di omissione di soccorso. Secondo la famiglia Piampiano, Fabbri avrebbe agito consapevolmente, accettando implicitamente il rischio di colpire qualcuno, nonostante l’incertezza sulla natura del bersaglio.
La difesa dell’imputato, tuttavia, continua a contestare la tesi della famiglia, sostenendo che l’atto non fosse intenzionale. L’avvocato di Fabbri ha anche contestato la possibilità di una nuova consulenza tecnica che potrebbe integrare ulteriormente le prove già acquisite nel corso delle indagini, utilizzando un visore per analizzare i materiali agli atti.
Il giudice che sta seguendo il caso ha fissato per il 22 dicembre la data in cui saranno presentate le repliche, a seguito delle quali si pronuncerà in merito alla sentenza o all’eventuale modifica dell’imputazione. Inizialmente, Fabbri era stato accusato di omicidio volontario con dolo eventuale, ma il caso è stato riqualificato in omicidio colposo a seguito delle indagini.
La vicenda rimane aperta e l’esito del processo dipenderà dalle valutazioni finali del giudice, che dovrà decidere se confermare la richiesta di condanna per omicidio colposo o se rivedere la posizione dell’imputato sulla base delle nuove prove e argomentazioni presentate in aula.