Nel 75° anniversario della morte, lo scultore tuderte Enrico Quattrini è stato celebrato con la pubblicazione del libro “Enrico Quattrini. Da Todi, nel mondo”, firmato dai giornalisti Umberto Maiorca e Pier Francesco Quaglietti, edito da PagineSì, che fa quasi da supporto
alla Gipsoteca a lui intitolata e aperta nel 2023. Questa ultima iniziativa, promossa dall’assessore ai Lavori Pubblici Moreno Primieri, vuole restituire memoria e valore a una figura artistica di primo piano che, pur affermatasi a livello internazionale, è stata a lungo dimenticata nella sua terra natale. Alcune sue opere, donate dai familiari dopo la morte, per molti anni erano rimaste infatti nei magazzini comunali prima che Primieri si prendesse l’onore di riportarle alla luce.
Un libro per riscoprire lo “scultore dei Papi”
Il volume, introdotto dal giornalista e docente Gianluca Prosperi, nasce in collegamento alla Gipsoteca di Todi, allestita all’interno di due chiese contigue, Sant’Antonio Abate e la Trinità, dove sono state finalmente riunite e restaurate numerose opere di Quattrini, donate al Comune nel 1950, come detto, ma finora conservate nei depositi comunali.
“Il libro con un ricco apparato fotografico non è solo un omaggio, ma anche una ricognizione delle principali opere dello scultore,
e offre un approfondimento critico sulla sua figura artistica, dal percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Perugia, fino
al successo a Roma e all’estero. Il volume illustra un itinerario umano e artistico che si snoda tra committenze religiose e civili, ritratti ufficiali, busti commemorativi e sculture monumentali”, racconta Prosperi.
Un talento tuderte con fama internazionale
Prosperi prosegue: “Nato nel Castello di Sobrano da una famiglia umile, Enrico Quattrini mostrò fin da giovane spiccate doti per il
disegno ritraendo tra l’altro il direttore dell’Istituto in cui studiava, Luigi Crispolti. Notate queste sue capacità, il Comune di Todi decise di mantenerlo agli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia. Successivamente, Quattrini si trasferì a Roma dove aprì un proprio atelier, realizzando importanti lavori a carattere religioso e civile”.
Fu definito lo “scultore dei Papi” per la sua amicizia personale con Benedetto XV e le numerose commissioni ecclesiastiche ricevute,
come le sculture del Cardinal Rampolla e del Cardinal Brandao in Brasile. Tra le sue opere più note, la statua del Perugino nei Giardini Carducci di Perugia, il busto di Zanardelli, le lapidi commemorative di Anita Garibaldi a Massa Martana e dell’omologo Ciuffelli sulla facciata del palazzo omonimo a Todi, oltre a diverse sculture nel cimitero storico della città.
Il legame con il Brasile e il Teatro Amazonas
Grazie al cognato Domenico De Angelis, pittore emigrato in Sudamerica, Quattrini, peraltro senza mai varcare l’oceano, eseguì varie
opere anche in Brasile, in particolare a Manaus, dove creò otto busti di politici e artisti brasiliani per il Teatro Amazonas. L’architetta Jussara Matias Zibordi, studiosa dell’artista, ha evidenziato, alla presentazione del libro, come Quattrini sia ancora oggi oggetto di attenzione accademica in Brasile e ha annunciato un suo seminario in dicembre, a lui dedicato.
Tra arte, memoria e impegno culturale
Il libro è parte di un più ampio lavoro di recupero storico-culturale condotto da Pier Francesco Quaglietti e Umberto Maiorca, già autori di un saggio su Augusto Ciuffelli, mentore e committente di Quattrini, e interessati a riscoprire figure come Annibale Tenneroni (amico e segretario di D’Annunzio) e Luigi Morandi (letterato, patriota e senatore, nonché precettore di Vittorio Emanuele III), protagonisti della vita politica e intellettuale tuderte e nazionale tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento.
Ma perché, allora, questi personaggi non sono così conosciuti a livello nazionale? Prosperi spiega: “C’è un problema generale di memoria storica. Ma non solo. Forse c’è poca attenzione da parte dei cittadini tuderti a valorizzare quanti hanno dato lustro alla città. Benemeriti sono perciò coloro che s’impegnano a riportarli alla luce. In particolare per Quattrini si spera che a contribuire alla sua
riscoperta sia anche il riconoscimento del valore artistico pronunciato da Vittorio Sgarbi, allorché in visita a Todi ebbe modo di vederne le opere”.