Nonostante il maltempo, si è svolto il corteo che nella sera del 21 Novembre ha invaso il centro di Perugia. Il claim era “Fuori Eurocholate da Perugia”, ma gli organizzatori – Sinistra Radicale e Perugia Solidale – hanno protestato anche contro le aziende che sostengono Israele ed a favore della Palestina, con Hamas, che viene definito “resistenza”.
Gli organizzatori definiscono Eurochocolate “una Festa dei Ceri al contrario, in cui l’identità del luogo e la sua storia vengono succhiate e sputate nella fabbrica dei consumi. È l’intera comunità del centro che viene costretta a subire una sagra priva di rapporto con la città. Eurochocolate potrebbe spostarsi in altre luoghi senza problemi, come un centro commerciale che chiude e riapre da una parte all’altra del paese”, dicono.
Sotto accusa ovviamente la multinazionale Nestlè, con sede in Svizzera, ma di proprietà di un gruppo israeliano, per questo sotto attenzione del movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni che chiede il boicottaggio dei prodotti che sostengono Israele. “Un’azienda i cui piani di licenziamento alla Perugina non sono un incidente, ma l’applicazione di un modello di sfruttamento che nelle filiali del Sud del mondo si traduce in pratiche di sfruttamento odiose: la negazione dei diritti di maternità, l’esposizione a turni estenuanti e molestie sul lavoro, e la sistematica preferenza per l’assunzione di donne nelle mansioni più repetitive e meno pagate, per sfruttare la loro presunta “docilità””, dicono.
Sotto accusa anche il modello industriale: “aziende controllate da fondi di investimento che vivono di speculazioni immobiliari, come quelle che sta preparando Trump (e non solo) quando afferma di voler riempire le spiagge di Gaza con resort per ricchi di tutto il Pianeta. Se non vi basta ciò che succede davanti al nostro mare, nel Sud del mondo, ricordatevi cosa hanno prodotto per Perugia queste aziende che avete davanti”.
Il corteo è partito da Piazza Partigiani per poi attraversare il centro, particolarmente Piazza Italia
Una risposta
E adesso come si fa dopo tutte le foto della sindaca con Guarducci, e il suo appoggio per eurochocolate…. Già che l’economia perugina non è al top, facciamo fuori anche eurochocolate, con tutto l’indotto tra alberghi, ristoranti ecc. ,poi chiudiamo anche la Perugina che è Nestle.La cosa comincia a sfuggire di mano anche alle amministrazioni di sinistra.