La UIL FPL Umbria è intervenuta in audizione presso la I Commissione consiliare dell’Assemblea legislativa in merito al processo di revisione della legge regionale 1/2005. La posizione del sindacato è chiara: non è sufficiente un “ritocco al ribasso” di una norma datata, ma è indispensabile costruire un modello di Polizia Locale che sia moderno, efficiente e sicuro.
I tre punti cruciali richiesti dal sindacato
La UIL FPL ha presentato una memoria dettagliata con proposte emendative concrete, sottolineando tre aree di criticità fondamentali che richiedono una decisa inversione di rotta nel testo unificato in discussione:
Una forte preoccupazione è stata espressa riguardo alla norma che, di fatto, autorizzerebbe la pattuglia singola nei servizi esterni, delegando la decisione ai singoli regolamenti comunali. La UIL FPL definisce questa misura come un “netto arretramento rispetto alla normativa vigente,” che compromette l’efficacia del servizio e l’incolumità degli operatori. Il sindacato ha proposto un emendamento migliorativo per imporre che servizi essenziali come il pronto intervento e il controllo del territorio siano espletati con un minimo di due unità.
Il sindacato accoglie con favore l’introduzione di nuovi strumenti, quali la previsione di dispositivi di autodifesa, nuove dotazioni, il supporto psicologico e l’istituzione di un corso-concorso unico regionale. Tuttavia, evidenzia l’assenza totale di un fondo regionale dedicato. Senza risorse economiche certe, si teme che queste misure restino inapplicabili, replicando quanto già accaduto in passato con il “numero unico d’emergenza”, rimasto inattuato per vent’anni.
La proposta di abbassare gli standard minimi di personale (fino a 1 agente ogni 3.000 abitanti nei Comuni più piccoli) è vista come un tentativo di legalizzare il sottodimensionamento cronico invece di contrastarlo, indebolendo la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. La UIL FPL chiede di investire per potenziare gli organici, non di abbassare gli standard.
Oltre a evidenziare le criticità, la UIL FPL ha avanzato proposte orientate a una visione di lungo periodo. Una misura centrale è l’istituzione di una Scuola Regionale per la Polizia Locale. Non si tratterebbe di un nuovo ente, ma di una sezione specializzata della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica “Villa Umbra”, con la previsione di una sede distaccata nell’area del ternano.
Questa scelta permetterebbe all’Umbria di adottare i modelli virtuosi di regioni come Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, dove la formazione è affidata a un polo regionale qualificato e omogeneo.
Infine, il sindacato ha richiesto l’apertura di un Tavolo tecnico permanente che coinvolga Regione, enti locali e sindacati. Questo organismo avrebbe il compito di monitorare l’applicazione della legge, identificare i problemi, proporre soluzioni e definire i dettagli applicativi (come standard di sicurezza, dotazioni e regolamenti), assicurando che la riforma sia realmente condivisa ed efficace.
“Una riforma di questa portata non può limitarsi a enunciazioni di principio,” hanno dichiarato Jacky Mariucci (Segretario Generale della UIL FPL Umbria), Andrea Russo e Antonio Checcarelli (Coordinamento regionale per la Polizia Locale). “Deve essere costruita su criteri tecnici, finanziari e amministrativi chiari, e con il pieno coinvolgimento delle parti sociali. Chiediamo alla Regione un segnale chiaro: se intende investire per una Polizia Locale moderna e sicura, o se prevarrà una logica di corto respiro che indebolirà il presidio sul territorio, a svantaggio degli operatori e dei cittadini.”