Adolescenti in Umbria: meno lettura e cultura, ma più attività fisica e meno dispersione scolastica

Dall’Atlante dell’Infanzia 2025 emergono dati contrastanti: poca offerta sanitaria e culturale, ma segnali positivi sul benessere fisico e scolastico

In Umbria meno della metà degli adolescenti legge libri per piacere, visita musei o partecipa ad attività culturali, ma fa più attività fisica rispetto alla media nazionale e registra la più bassa dispersione scolastica implicita del Centro Italia. È la fotografia tracciata dalla 16ª edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, pubblicato da Save the Children con il titolo “Senza filtri”, a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza.

Solo il 45,8% dei ragazzi tra i 15 e i 34 anni in Umbria dichiara di leggere libri al di fuori del percorso scolastico, contro una media nazionale del 53,8%. Anche la partecipazione culturale resta al di sotto della media: il 43,9% ha visitato mostre o musei (contro il 50,1% in Italia), mentre il 40,3% ha visitato monumenti o siti archeologici, in linea con il dato nazionale. Più positiva la partecipazione a concerti (38,2% contro 33,3% in Italia) e al teatro (32,1% contro 33,2%).

Sul piano fisico, l’Umbria registra uno dei dati più incoraggianti: solo il 10,1% degli adolescenti non pratica alcuna attività sportiva, ben al di sotto della media italiana del 18,1%, posizionandosi tra le prime tre regioni più virtuose.

La popolazione giovanile rappresenta una fascia sempre più ristretta della società: gli adolescenti (13-19 anni) in Italia sono poco più di 4 milioni, circa il 6,86% della popolazione totale (in Umbria il 6,6%), mentre gli over 65 sono uno su quattro. Un dato in forte calo rispetto al 1983, quando i giovani erano l’11,6% del totale. Inoltre, il 27,7% delle famiglie umbre con adolescenti ha un solo figlio, dato che conferma la tendenza crescente alla riduzione del nucleo familiare.

Un focus speciale dell’edizione 2025 dell’Atlante è stato dedicato all’uso dell’Intelligenza Artificiale da parte degli adolescenti. In Italia, il 41,8% dei giovani tra i 15 e i 19 anni ha dichiarato di aver usato strumenti di AI in momenti di solitudine, tristezza o ansia, e oltre il 42% per ricevere consigli su decisioni importanti legate a scuola, relazioni o futuro lavorativo.

Sul fronte del benessere psicologico, solo il 49,6% degli adolescenti italiani mostra un buon livello di salute mentale, con un forte divario di genere: il 71% dei ragazzi si dichiara soddisfatto di sé, contro appena il 50% delle ragazze. Tuttavia, i servizi sanitari dedicati alla salute mentale giovanile restano insufficienti. In Umbria, attualmente, non è disponibile alcun posto letto in strutture di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Npia). La regione conta solo una struttura residenziale, con sette posti disponibili, contro i 399 della Lombardia, che detiene un terzo della capacità nazionale.

Un dato positivo arriva dalla scuola: il tasso di dispersione scolastica implicita in Umbria è al 6,9%, il miglior risultato tra le regioni del Centro Italia. Un indicatore che misura la percentuale di studenti formalmente presenti a scuola ma che non raggiungono livelli adeguati di apprendimento, spesso precursori dell’abbandono.

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