Morte dopo le dimissioni, due medici indagati: disposta l’autopsia su Sara Scarabicchi

La 43enne è deceduta poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso: al via accertamenti medico-legali per chiarire le responsabilità

Medico

La procura di Perugia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo in relazione alla morte improvvisa di Sara Scarabicchi, 43 anni, deceduta il 3 novembre nel pomeriggio, poche ore dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello. Il pubblico ministero Gianpaolo Mocetti ha affidato l’incarico per l’autopsia alla professoressa Donatella Fedeli, medico legale di Bologna, che effettuerà l’esame autoptico questa mattina.

Due medici iscritti nel registro degli indagati

Sono due i sanitari indagati, entrambi di 32 anni: un medico del pronto soccorso e un cardiologo. Secondo la ricostruzione preliminare, i due avrebbero omesso di attivare un adeguato percorso diagnostico-terapeutico, dimettendo la paziente alle 13.42 senza procedere a ricovero o ad alternative clinicamente appropriate. Sara è deceduta nel primo pomeriggio, presso l’abitazione della madre, a seguito di un peggioramento repentino delle sue condizioni.

Il quesito posto al medico legale

Il pm ha chiesto al consulente incaricato di accertare le cause della morte mediante esame autoptico, tossicologico ed eventuali approfondimenti istologici. In particolare, dovrà stabilire se il decesso sia legato in modo causale all’operato dei medici e se vi siano stati elementi di imperizia, imprudenza o negligenza durante la fase diagnostica e terapeutica.

Dovrà inoltre essere verificato se una condotta diversa da parte dei sanitari avrebbe potuto evitare il decesso con alto grado di probabilità e se siano state rispettate le linee guida cliniche previste dalla normativa o le buone pratiche medico-assistenziali. Il consulente dovrà anche chiarire se l’ambito clinico specifico fosse privo di raccomandazioni formali e, in tal caso, se la gestione del caso abbia comunque seguito criteri adeguati in base alle condizioni della paziente.

Il racconto della famiglia e la denuncia per malasanità

Secondo la denuncia presentata ai carabinieri, la mattina del 3 novembre Sara aveva accusato forti dolori addominali, vomito e diarrea. Una volta giunta in pronto soccorso, le era stato assegnato un codice di urgenza differibile. Dopo esami del sangue, ECG e somministrazione di antinfiammatori, i medici avevano formulato una diagnosi di “interessamento pericardico in corso di gastroenterite virale” e predisposto le dimissioni, consigliando controlli ambulatoriali.

Tornata a casa, la donna avrebbe avuto un rapido peggioramento, fino alla perdita di coscienza avvenuta intorno alle 15. I familiari, assistiti dagli avvocati Roberto e Gianmarco Bianchi, parlano di un episodio di malasanità e chiedono che venga fatta chiarezza su eventuali errori o omissioni da parte del personale sanitario.

I consulenti di parte nominati dalle famiglie

Le indagini sono seguite con attenzione anche dai legali della famiglia: Walter Patumi è stato nominato come consulente per la madre e il fratello della vittima, mentre il marito e il figlio di Sara, rappresentati dagli avvocati Eugenio Zaganelli e Giacomo Bacchi, saranno assistiti dal professor Giuseppe Fortuni.

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