Anche l’Umbria risponde all’appello per la pace. La Cisl regionale ha acceso la sua fiaccola simbolica a Santa Maria degli Angeli, unendosi alla mobilitazione nazionale contro guerre e conflitti promossa dal sindacato in tutta Italia. Un gesto simbolico, ma carico di significato, che ha coinvolto lavoratori, pensionati e cittadini in un abbraccio collettivo per dire basta alla violenza e riaffermare il valore universale della convivenza pacifica.
«La pace non è mai un dono scontato – ha sottolineato la rappresentanza regionale della Cisl – è una responsabilità che riguarda ciascuno di noi». Le luci della speranza, accese nella frazione di Assisi, vogliono essere il segnale di un impegno concreto e condiviso, che parte dalle comunità e si estende su scala nazionale e internazionale.
La Cisl ha scelto una mobilitazione dal basso, capillare e inclusiva, costruita intorno alla cosiddetta Maratona della pace: un percorso di iniziative diffuse su tutto il territorio italiano, promosse in collaborazione con le strutture territoriali del sindacato. L’obiettivo è duplice: tenere alta l’attenzione sui conflitti in corso nel mondo e stimolare una partecipazione attiva e consapevole della società civile.
“Il sindacato è un luogo di democrazia e pace -dice il segretario generale Angelo Manzotti – i diritti del lavoro rappresentano giustizia ed equità sociale, uniche strade per contenere i conflitti. Basta guerre e sangue”
Il percorso di pace promosso dalla Cisl non è solo sindacale, ma profondamente comunitario. Hanno infatti aderito numerose realtà associative e istituzionali: dalle diocesi umbre, all’Anpi, passando per la Croce Rossa e la Caritas, che insieme al sindacato condividono l’urgenza di una riflessione collettiva sul senso della fraternità, della solidarietà e della non violenza.
L’appuntamento nazionale è fissato per il 15 novembre a Roma, quando rappresentanze sindacali di tutte le regioni si ritroveranno per una grande manifestazione pubblica, che sarà il culmine di questa mobilitazione diffusa. La Cisl Umbria, in vista dell’evento, ha voluto portare un contributo concreto anche sul piano locale, coinvolgendo attivamente iscritti e simpatizzanti in un’iniziativa che punta a costruire ponti di dialogo e non muri di odio.
«La pace si costruisce facendo rumore, insieme. È un processo che nasce dal basso, dalla responsabilità quotidiana di ognuno di noi», ha ribadito il sindacato, che con questa marcia simbolica vuole affermare un principio fondamentale: l’indifferenza uccide, la partecipazione salva.
La fiaccolata di Santa Maria degli Angeli ha così rappresentato non solo un gesto di testimonianza, ma anche l’inizio di un cammino collettivo, capace di unire generazioni diverse, esperienze e mondi apparentemente lontani, nella consapevolezza che la pace non può più attendere e va praticata ogni giorno, con parole, azioni e scelte concrete.

