Umbria con sempre meno figli: “Subito un reddito di maternità”

Allarme demografico nella regione: solo 2.513 nuovi nati nei primi sette mesi dell’anno. Zmali (Popolo della Famiglia) critica la Giunta: “Servono misure strutturali, non bonus temporanei”.

L’Umbria continua a perdere abitanti. Nei primi sette mesi del 2025, le nascite sono diminuite del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2024: solo 2.513 bambini contro i 2.779 dell’anno precedente.
Un dato preoccupante che colloca la regione all’ultimo posto in Italia per natalità, segnalando una tendenza ormai strutturale che desta allarme sia sul piano demografico che socioeconomico.

A commentare il fenomeno è Saimir Zmali, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, che punta il dito contro la politica regionale:«Non è un caso. Quando una Regione aumenta le tasse alle famiglie e non investe in modo serio sulla natalità, il risultato non può che essere questo».

Il provvedimento regionale e le critiche del Popolo della Famiglia

Zmali si riferisce in particolare all’ultimo provvedimento della Giunta regionale, che ha stanziato oltre 3 milioni di euro a sostegno delle neo-mamme.
Pur riconoscendo il valore simbolico della misura, il coordinatore la giudica «una visione distorta e ostinata» del problema, perché — spiega — «limitare il sostegno alle sole madri lavoratrici o in cerca di occupazione significa escludere e discriminare chi ha scelto di dedicarsi completamente ai figli».

Secondo il Popolo della Famiglia, il vero nodo è culturale e strutturale: «Per invertire la rotta bisogna tornare a riconoscere il valore intrinseco della maternità, indipendentemente dal ruolo professionale della donna», aggiunge Zmali.
Un riconoscimento che dovrebbe tradursi anche in misure concrete, come «il riscatto ai fini pensionistici del periodo dedicato alla cura dei figli» e politiche di reinserimento lavorativo mirate per le madri che rientrano nel mercato del lavoro.

“Serve un Reddito di Maternità”

Il coordinatore del movimento propone l’introduzione di un Reddito di Maternità, definito come una misura “seria, definitiva e strutturale”, capace di ridare dignità e stabilità economica alle donne che scelgono di dedicarsi alla famiglia. «Non servono bonus temporanei o misure viziati da correnti ideologiche. La natalità non si risolleva con gli slogan», dichiara Zmali, che invita la Presidente Proietti e l’Assemblea Legislativa dell’Umbria ad affrontare il tema con urgenza.

Secondo il Popolo della Famiglia, la Regione dovrebbe agire come se fosse in una “economia di guerra contro la denatalità”, orientando la spesa pubblica verso un “riarmo sociale a favore della maternità e delle donne”.

L’Umbria tra spopolamento e emergenza demografica

Il calo delle nascite, che si somma al costante aumento dell’età media e all’emigrazione giovanile, pone l’Umbria di fronte a una crisi demografica senza precedenti.
Gli esperti avvertono che, senza interventi mirati, la regione rischia di vedere ridotta la forza lavoro, con pesanti ricadute sul sistema economico e sanitario.
Per Zmali, ogni bambino che non nasce rappresenta «una perdita per il futuro collettivo» e una ferita per una società che “non riesce più a valorizzare la famiglia come fondamento della crescita”.

“Rimettere al centro la vita e la famiglia”

Nel suo appello finale, il coordinatore invita le istituzioni umbre a scelte coraggiose e inclusive, capaci di superare le divisioni e “rimettere al centro la vita e la famiglia” senza differenziare le madri in “categorie di privilegi”.
Una visione che punta su politiche familiari di lungo periodo, in grado di sostenere non solo chi lavora, ma anche chi compie la scelta di dedicarsi completamente ai figli.

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