Il futuro sviluppo dell’Umbria passa dalle infrastrutture. È il messaggio lanciato dalla CISL Umbria, che in una nota ufficiale torna a ribadire l’urgenza del completamento del Nodo e del cosiddetto “Nodino” di Perugia, a partire dallo stralcio Collestrada–Madonna del Piano, l’unico intervento oggi immediatamente cantierabile.
A parlare è il segretario regionale del sindacato Giuliano Bicchieraro, il quale evidenzia come incertezze, rinvii e contraddizioni nella pianificazione delle opere pubbliche rischino di compromettere la competitività della regione e le opportunità offerte dalla Zona Economica Speciale (ZES). Secondo la Bicchieraro, si tratta di una vera e propria “emergenza strategica” che richiede una risposta chiara da parte delle istituzioni a tutti i livelli, comunale, regionale e nazionale.
Il Nodo di Perugia viene definito “una infrastruttura di interesse interregionale, con benefici diretti sulla qualità dell’aria, sulla sicurezza stradale e sulla fluidità del traffico. La separazione tra traffico locale e di attraversamento permetterebbe di ridurre l’inquinamento e la congestione urbana, soprattutto nei quartieri più esposti come Ponte San Giovanni e Balanzano. Allo stesso tempo, verrebbero ottimizzati i tempi di percorrenza per merci e persone, migliorando la logistica e la competitività delle imprese umbre”
La CISL si dice contraria a interventi parziali o scollegati, come “il raddoppio della rampa di Perugia, considerati inefficaci e potenzialmente dispendiosi”, e rifiuta l’idea di nuovi studi, poiché i dati sui flussi di traffico già disponibili dimostrano l’urgenza di agire. Il sindacato sostiene inoltre che l’infrastruttura debba essere parte di una strategia di sviluppo sostenibile e integrato, coerente con le politiche ambientali e industriali regionali.
In questo contesto, la CISL propone un accordo di programma pluriennale che coinvolga Governo, Regione, Province e Comuni, in grado di coordinare risorse nazionali, europee e ZES, garantire la programmazione finanziaria dell’intera opera e assicurare la partecipazione delle forze sociali ed economiche umbre.
Particolare attenzione viene rivolta al collegamento tra le infrastrutture viarie e la mobilità ferroviaria, con il rilancio della Ferrovia Centrale Umbra (FCU) come metropolitana di superficie e il potenziamento della fermata di Ospedalicchio sulla linea Foligno–Terontola, con l’obiettivo di collegare direttamente l’aeroporto di Sant’Egidio ai poli logistici regionali.
Il completamento del Nodo, inteso come tangenziale di Perugia fino a Corciano, è quindi visto come parte integrante di un sistema infrastrutturale moderno, capace di conciliare sostenibilità ambientale, coesione sociale e sviluppo economico. Un’opera che potrebbe generare occupazione qualificata nel settore delle costruzioni e dei servizi, evitando futuri interventi più costosi.
“Le infrastrutture non sono solo opere in cemento, ma strumenti di sicurezza, lavoro e sostenibilità ambientale”, prosegue Giuliano Bicchieraro, che invita le istituzioni a superare ambiguità e immobilismi.
La CISL Umbria chiede, in sintesi: finanziamento immediato del primo stralcio Collestrada–Madonna del Piano; integrazione del progetto con la pianificazione della ZES e il rilancio della FCU; stop a interventi parziali che non risolvono le criticità della viabilità perugina; coinvolgimento stabile delle parti sociali nella programmazione delle opere strategiche umbre.