La terra di San Francesco potrebbe presto accogliere Papa Leone XIV. Si sta valutando con attenzione l’ipotesi di una prima visita ufficiale del nuovo Pontefice in Umbria, in coincidenza con l’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (CEI), in programma ad Assisi dal 17 al 20 novembre.
Sebbene l’organizzazione stia ancora definendo i dettagli, l’ipotesi più concreta vedrebbe il Santo Padre partecipare e rivolgere un saluto ai Vescovi italiani nella giornata conclusiva del 20 novembre. Se confermata, questa rappresenterebbe la prima uscita di Leone XIV come Capo della Chiesa Cattolica in una regione con cui ha già consolidato un profondo legame negli anni precedenti.
Un legame di lunga data con la terra umbra
Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, non è affatto nuovo all’Umbria. Già Cardinale e in precedenza Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, il Pontefice ha visitato la regione con regolarità e devozione. Appena un anno prima della sua elezione, nel 2024, aveva presieduto il solenne pontificale per Santa Rita a Cascia (22 maggio) ed era tornato a Foligno (22 giugno) per celebrare il cinquantenario del monastero delle monache agostiniane di Santa Maria di Betlem.
Le sue radici spirituali in Umbria affondano ancora più in profondità. Già nel 2008, da Priore degli Agostiniani, Prevost aveva preso parte alle commemorazioni per il settimo centenario della morte di Santa Chiara da Montefalco, tornando più volte per la Solennità della Santa.
Da studente a Gubbio: la “patente da matto”
Un episodio meno formale, ma molto noto, lega il Papa all’Umbria: la celebre “patente da matto”. Negli anni Ottanta, durante i suoi studi a Roma, l’allora giovane Prevost si recò a Gubbio e, seguendo un’antica tradizione goliardica, compì i tre giri intorno alla Fontana del Bargello, un rito che scherzosamente conferisce la “patente” e che testimonia un rapporto affettivo con il territorio.
La potenziale presenza ad Assisi, tuttavia, non sarebbe solo un omaggio al legame personale. La città serafica, simbolo di pace e spiritualità, potrebbe diventare l’occasione per Papa Leone XIV di rendere omaggio ai luoghi di santi da lui particolarmente stimati, come San Francesco e il beato Carlo Acutis, quest’ultimo canonizzato dal Pontefice stesso solo un mese fa. L’attesa è alta per una conferma ufficiale che segnerebbe un momento storico per l’Umbria