La Marcia della Pace PerugiAssisi 2025 è partita questa mattina da Porta San Girolamo, a Perugia, con un afflusso di partecipanti che in molti definiscono storico. Un vero e proprio «fiume di gente», come l’ha definito Flavio Lotti, storico organizzatore dell’evento, che si è snodato per «14 chilometri ininterrotti da Perugia ad Assisi».
Lotti, interpellato dall’ANSA, ha sottolineato come una partecipazione così massiccia «non si vedeva dal 2001, quando ci fu pochi giorni dopo l’invasione dell’Afghanistan seguita all’attacco alle Torri gemelle». Un segnale forte che «tutti quelli che amano la pace non possono che essere felici di questa partecipazione».
L’evento, ispirato al messaggio di nonviolenza del filosofo perugino Aldo Capitini, assume quest’anno un significato ancora più profondo, catalizzato dall’attenzione dell’opinione pubblica sul conflitto in Ucraina e, in particolare, sulla tragedia della Striscia di Gaza. L’animo dei partecipanti era però alleggerito dalle ultime notizie relative alla tregua in Palestina, partendo con lo striscione simbolo “Fraternità”.
La marcia rappresenta da sempre un gesto di resistenza alle crudeltà del mondo e un appello alla costruzione della pace, della giustizia sociale e del rispetto dei diritti umani.
Dal palco allestito fuori Porta San Girolamo, ad accogliere le prime fila della folla – che percorrerà i 24 km toccando Ponte San Giovanni, Bastia Umbra, Santa Maria degli Angeli, per giungere alla Rocca Maggiore di Assisi intorno alle 15.00 – sono intervenute numerose autorità.
La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, al suo primo anno da prima cittadina alla marcia, ha ringraziato i presenti per questo «grande atto di resistenza alla logica della guerra e della disumanità». Rivolgendosi in particolare ai giovani, ha esclamato: «Grazie per essere scesi in piazza in queste settimane a ricordarci che sotto le bombe di Gaza stava morendo anche la nostra coscienza collettiva». Ha poi ribadito che «la pace è troppo importante per lasciare che a occuparsene siano solo i potenti. La pace devono tornare a farla i popoli».
Stefania Proietti, Presidente della Regione Umbria, ha evidenziato come questa marcia debba essere «la somma di tutte quelle piazze straordinarie che hanno dato un contributo determinante a un primo passo verso la firma della pace in Palestina». Ha chiesto ai partecipanti di marciare affinché «non ci siano più vittime, non ci siano più guerre», e perché l’azione della gente costringa i governi a dare una risposta chiara e a difendere «l’articolo 11 della nostra Costituzione che recita “l’Italia ripudia la guerra”».
L’assessore alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha ricordato che oggi sono attivi 56 conflitti nel mondo e ha sottolineato l’importanza di non voltarsi dall’altra parte. «Chi tace di fronte alla guerra e di tutte le ingiustizie diventa complice del dolore che si infligge». Barcaioli ha richiamato le radici profonde della pace in Umbria, da Capitini a San Francesco, e l’impegno morale che la presenza oggi rappresenta.
Prima dell’inizio della marcia, Flavio Lotti ha chiesto un minuto di riflessione: «Non possiamo cominciare questa marcia senza chiedere perdono. Non abbiamo fatto il necessario per impedire che morissero tanti bambini». Il pensiero è stato dedicato «a tutte le vittime della crudeltà ricordando che a uccidere sono soprattutto la povertà e le ingiustizie. E’ il giorno in cui tante donne e uomini si assumono la responsabilità di fare qualcosa per la pace-Camminare forse è una piccola cosa ma importantissima.Ci aiuterà a riscoprire le bellezza della fraternità». ha aggiunto.
«Riscoprirci insieme in cammino per la pace ci aiuterà a trasformare questa nuova energia nell’impegno di cui c’è urgente bisogno di tutti i giorni.Abbiamo bisogno di ricostruire una coscienza, una cultura e una politica di pace. Lo gridano a Gaza, in Ucraina e in Sudan. Oggi siamo qui per loro»
La manifestazione ha visto l’impiego di settantadue agenti della polizia locale di Perugia e 60 volontari di protezione civile per garantire il transito sicuro, con ben 310 bus arrivati per l’occasione.








