Dall’Umbria parte un’iniziativa di solidarietà concreta a favore della popolazione civile di Gaza, colpita dalla crisi umanitaria generata da guerra, carestia e blocco degli aiuti. Le organizzazioni sindacali del comparto agroalimentare Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno presentato a Perugia, mercoledì 1° ottobre, il progetto nazionale “Pane per Gaza”, destinato a raccogliere risorse economiche da destinare all’acquisto di generi alimentari e al sostegno delle attività solidali già operative sul territorio.
Una campagna dal mondo del lavoro
L’iniziativa si rivolge ai migliaia di lavoratori umbri del settore agroalimentare, invitati a donare il valore corrispondente a un’ora di lavoro. L’appello è esteso anche alle imprese del comparto, chiamate a raddoppiare l’impegno dei dipendenti con un contributo equivalente.
“Abbiamo deciso di promuovere unitariamente questa campagna – hanno spiegato i segretari generali Simone Dezi (Fai Cisl), Luca Turcheria (Flai Cgil) e Daniele Marcaccioli (Uila Uil) – perché gli aiuti umanitari non arrivano da mesi a Gaza, dove la popolazione è stremata da bombe e carestia. Un segnale forte di solidarietà è necessario, anche dal mondo del lavoro”.
Destinazione delle risorse
I fondi raccolti saranno devoluti dalle segreterie nazionali delle tre sigle sindacali a Emergency, Save the Children e Patriarcato latino di Gerusalemme, guidato dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, che già operano con progetti umanitari a Gaza.
Coinvolgimento delle aziende umbre
L’appello riguarda tutte le principali realtà agroalimentari regionali, tra cui Nestlé, Colussi, Gruppo Grifo Agroalimentare, Eskigel, Deltafina, Sangemini, Nocera Umbra, Agenzia forestale regionale e Consorzi di bonifica. Nei luoghi di lavoro saranno distribuiti moduli di adesione che permetteranno di devolvere facilmente il contributo.
Un segnale contro l’indifferenza
“I lavoratori umbri si sentono coinvolti da questa tragedia e non vogliono restare impassibili – hanno sottolineato i tre segretari –. Con un gesto semplice, ma significativo, cerchiamo di non far calare l’attenzione su quanto accade a Gaza, dove troppe istituzioni internazionali mostrano inerzia”.