Ventotto anni fa, il 26 settembre 1997, l’Umbria e le Marche vennero scosse da due violente scosse di terremoto, rispettivamente di magnitudo 5.6 e 5.8. Un evento sismico devastante, che provocò 11 vittime, oltre 100 feriti e circa 80mila sfollati, lasciando ferite profonde nei territori colpiti, nelle comunità locali e in un patrimonio storico-artistico tra i più preziosi d’Italia.
Oggi, a distanza di quasi tre decenni, l’intera Umbria si raccoglie nel ricordo, rinnovando il dolore per le vite spezzate, ma anche la gratitudine per quanti, in quei giorni drammatici, si impegnarono con dedizione e coraggio nelle operazioni di soccorso.
La nota della presidente Proietti
“Oggi il nostro pensiero si rivolge anche alle donne e agli uomini della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, alle Forze dell’ordine e ai tanti volontari che, in quei giorni drammatici, mostrarono coraggio, dedizione, e un senso straordinario di comunità. La loro azione, unita alla solidarietà che si manifestò fra la popolazione e il sostegno arrivato da tutta Italia, rimangono uno dei più alti esempi di unità e di resilienza.
Quel terremoto, così come quelli successivi, ha rappresentato una prova durissima, ma da quella e dalle altre ferite l’Umbria ha sempre saputo rialzarsi più forte, rinnovando il suo impegno nella prevenzione, nella cultura della sicurezza e nella valorizzazione dei borghi e dei monumenti recuperati, come avverrà il 30 ottobre, ricorrenza del sisma 2016, quando, grazie al grande lavoro di tutti – a partire dal commissario Guido Castelli fino a quello dei Comuni e dei nostri professionisti dell’Ufficio Speciale Ricostruzione – inaugureremo la rinata Basilica di San Benedetto a Norcia.
Ricordare, per l’Umbria, significa anche abbracciare un impegno permanente affinché tragedie simili non trovino mai più impreparate le nostre istituzioni e la nostra gente, impegno per mantenere il quale le strutture regionali sono costantemente al lavoro: l’impegno assoluto per la prevenzione che significa utilizzare l’innovazione massima della tecnica, della ricerca, delle tecnologie per compiere quel ‘miracolo’ fatto dalle mani e dall’ingegno dell’uomo che, nonostante la sismicità della nostra meravigliosa terra, permette di salvare vite umane”.
*Foto dal sito ufficiale della Protezione Civile