L’Umbria si conferma una delle regioni italiane con il più alto rapporto tra abitanti e popolazione detenuta, un primato che riporta l’attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario locale. A fotografare la situazione è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dai deputati del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli e Antonio Ferrara, che hanno chiesto chiarimenti sul sovraffollamento e sulla creazione del nuovo provveditorato regionale per Umbria e Marche.
Secondo i dati aggiornati al 19 giugno 2025, gli istituti penitenziari umbri ospitano 1.680 detenuti – di cui 1.611 uomini e 69 donne – a fronte di una capienza regolamentare di 1.339 posti. L’indice medio di affollamento raggiunge il 130,84%, con strutture particolarmente sotto pressione.
“A Perugia il nuovo provveditorato: adozione dei decreti imminente”
Nordio ha confermato che l’istituzione del nuovo provveditorato regionale, con sede prevista a Perugia, è ormai in fase avanzata: “L’istituzione del nuovo provveditorato rappresenta il risultato concreto di un lavoro iniziato circa un anno fa dal Ministero. L’obiettivo – ha spiegato – è garantire una maggiore prossimità fra cabina di regia e istituti di pena molto particolari”.
I decreti attuativi, ha aggiunto il ministro, hanno già ottenuto il nulla osta dai Ministeri dell’Economia e della Funzione Pubblica, e la loro adozione sarà “imminente”. Gli schemi normativi definiranno in dettaglio uffici, divisioni, organico e competenze. Il personale sarà selezionato attraverso procedure di interpello attivate dopo l’adozione definitiva dei decreti.
“Nessuna sofferenza nei penitenziari umbri”
Nonostante i numeri critici, Nordio ha escluso condizioni di detenzione che violino gli standard europei. “Non si ravvisano casi di allocazioni di detenuti in ‘sofferenza’, ovvero al di sotto dei limiti di spazio previsti dalla Cedu”, ha detto. Secondo il ministro, ciò è possibile grazie a un monitoraggio nazionale costante e all’intervento della Direzione generale dei detenuti e del trattamento, che “provvede, laddove si ravvisi la necessità, a effettuare provvedimenti di movimentazione dei detenuti, coinvolgendo le regioni maggiormente affollate”.
A livello strutturale, le camere di pernottamento risultano essere 1.029, tutte dotate di servizi igienici con ingresso riservato, ha precisato il Guardasigilli.
Un sistema sotto pressione ma sotto controllo
Il quadro che emerge è quello di un sistema penitenziario sotto pressione ma non collassato, in attesa di un intervento strutturale che passi anche dalla riorganizzazione amministrativa. Il nuovo provveditorato, infatti, rappresenta per il Ministero una leva strategica per migliorare il coordinamento territoriale e affrontare in modo più efficace le criticità locali.
Nel frattempo, i parlamentari pentastellati hanno espresso preoccupazione per le condizioni delle carceri umbre, auspicando che gli impegni annunciati si traducano rapidamente in interventi concreti.