A quarant’anni dall’avvio dei lavori per il Grande Cretto di Alberto Burri, Città di Castello e Gibellina hanno rinnovato il loro legame con un evento senza precedenti: per la prima volta le due amministrazioni comunali si sono incontrate al completo in Sicilia, accompagnate dai sindaci Luca Secondi e Salvatore Sutera, dalle rispettive giunte e dai consigli comunali.
L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, ha suggellato la collaborazione tra le due città, formalizzata già con il patto di amicizia del 2011. L’incontro si è svolto presso il MAC – Museo di Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”, dove i sindaci hanno ribadito la volontà di proseguire un percorso condiviso di valorizzazione dell’opera di Burri e della memoria storica che essa custodisce.
“Essere a Gibellina per questo anniversario è stato come rispondere alla chiamata ideale di Alberto Burri – ha dichiarato Secondi –. La sua creatività ha offerto una delle dimostrazioni più mirabili e suggestive che ancora oggi ci emoziona e ci rende orgogliosi”. Sutera ha ricordato invece come il Grande Cretto sia diventato “l’opera dal maggior significato simbolico per la comunità, trasformando le rovine del terremoto del 1968 in un monumento universale alla memoria”.
Durante la visita al museo erano presenti anche Antonella Corrao, vicepresidente della Fondazione Orestiadi, il presidente della Fondazione Albizzini Bruno Corà e l’architetto Tiziano Sarteanesi, che hanno sottolineato la rilevanza culturale di un incontro istituzionale a pochi mesi dal 2026, anno in cui Gibellina sarà Capitale italiana dell’arte contemporanea.
La giornata si è conclusa con la visita al Grande Cretto, la monumentale opera di arte ambientale che si estende per 86.000 metri quadrati e che Burri concepì come un sudario bianco sulle macerie della vecchia Gibellina. Iniziata negli anni Ottanta e rimasta incompiuta per decenni, fu completata nel 2015 dalla Fondazione Burri in occasione del centenario della nascita dell’artista.