“Il mondo brucia, e il cinema che può fare?” La domanda, che echeggia tra le parole di Jean-Luc Godard, è il cuore pulsante dell’11ª edizione del PerSo – Perugia Social Film Festival, il festival internazionale dedicato al cinema documentario, in programma nel capoluogo umbro dal 26 settembre all’8 ottobre 2025. Una manifestazione che sceglie, ancora una volta, di “far parlare la realtà”, come ha sottolineato la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, in un momento storico segnato da fake news, post-verità e archivi riscritti dall’intelligenza artificiale.
Diretto da Luca Ferretti e Giovanni Piperno, il PerSo 2025 propone 53 titoli da 27 Paesi, con 13 anteprime italiane o mondiali e un forte presidio di cinema italiano, con 29 film selezionati. Il 53,7% delle proiezioni sarà infatti dedicato a produzioni nazionali. Due le sezioni competitive principali: il PerSo Award, concorso internazionale di lungometraggi documentari, e il PerSo Short Award, per i cortometraggi.
Durante la presentazione ufficiale, ospitata nella sede del Comune di Perugia, le istituzioni locali hanno ribadito il valore del festival come spazio culturale, politico e sociale. Tommaso Bori, vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Umbria, ha affermato:
“Quello che il PerSo ha costruito è ormai sotto gli occhi di tutti. È un’edizione matura, che colloca Perugia al centro del dibattito nazionale”.
“Un piccolo grande gioiello per la città”, lo ha definito la sindaca Ferdinandi, ricordando il legame personale con la Fondazione Città del Sole, promotrice del festival, e l’impegno dell’amministrazione nella costruzione di politiche culturali lungimiranti:
“Siamo di fronte a un festival partigiano, che prende posizione, che sceglie il reale in un’epoca in cui il reale viene manipolato. È un’occasione di crescita e consapevolezza collettiva”.
Anche Marco Pierini, assessore comunale alle Politiche culturali, ha sottolineato la portata trasversale del PerSo:
“Non è solo cinema, ma anche progetti sociali, realtà virtuale, multimedialità e performance. L’anno scorso avevamo promesso un contenitore unico in città, oggi siamo felici di averlo realizzato: Palazzo della Penna”. Proprio qui si svolgerà “Se sono persona umana”, una soundwalk di Ludovica Manzo, creazione site-specific che intreccia elaborazione vocale, manipolazione elettronica e pensiero di Joseph Beuys.
Il programma dell’11ª edizione si conferma intenso e variegato, con proiezioni, spettacoli teatrali, incontri, videomapping e momenti esperienziali, come l’omaggio a Daniele Segre (venerdì 26 settembre) e lo spettacolo “Quelli di Basaglia… a 180°” dell’Accademia della Follia (28 settembre, Teatro Pavone), con attori “a rischio” portatori di disagio psichico e sociale.
Ospite d’eccezione sarà Nicolas Philibert, maestro del documentario europeo, che riceverà una retrospettiva dedicata. “Il cinema del reale è una luce, non per illuminare false certezze, ma per continuare a cercare l’umano anche nelle situazioni più disumane”, spiegano i direttori artistici Ferretti e Piperno. In programma anche i suoi film più significativi, come “Sur l’Adamant” (Orso d’oro alla Berlinale 2023), “Averroès & Rosa Parks”, “La macchina da scrivere e altri disastri” e il pluripremiato “Nénette”.
Ma il PerSo è anche una sfida organizzativa. Come ha dichiarato Marco Casodi, direttore generale della Fondazione La Città del Sole:
“C’è la fatica, ogni anno, di programmare il festival. Nonostante il riconoscimento nazionale e il sostegno del Ministero, sopravvivere è difficile. I finanziamenti non possono essere a pioggia, devono valorizzare la qualità e le ricadute sui territori. Senza il sostegno della Fondazione Perugia oggi non saremmo qui”.
In tempi in cui la rappresentazione del mondo rischia di farsi distorsione, il PerSo continua a essere un atto di resistenza culturale, un luogo di verità, sperimentazione e sguardo critico. Come ha detto Giovanni Piperno,
“Il PerSo non vuole illuminare certezze, ma alimentare domande”.