Si svolgerà con rito abbreviato il processo a carico di un cittadino marocchino di 39 anni, accusato di aver commesso una rapina lo scorso 6 gennaio 2025 in un bar di Città di Castello, ai danni di un giovane italiano. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare di Perugia, che ha accolto la richiesta presentata dalla difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Cristian Giorni.
La ricostruzione dell’episodio
Secondo quanto emerso dalle indagini, il 39enne avrebbe strattonato con forza la vittima all’interno del locale, riuscendo poi a sottrarle un portafogli contenente 550 euro in contanti. Dopo l’aggressione, l’uomo si sarebbe dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. Tuttavia, le forze dell’ordine sono risalite alla sua identità grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza installate all’interno e all’esterno del bar. Le telecamere avrebbero immortalato i momenti salienti dell’azione, consentendo agli inquirenti di identificare il presunto responsabile.
Le indagini e la contestazione della rapina
Una volta individuato, l’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di rapina, aggravata dall’uso della violenza. Il fascicolo è stato successivamente trasmesso alla procura di Perugia, che ha chiesto il rinvio a giudizio. Nel corso dell’udienza preliminare, l’avvocato difensore ha optato per il giudizio abbreviato, una formula processuale che consente all’imputato, in caso di condanna, di beneficiare di uno sconto di pena pari a un terzo rispetto al massimo previsto.
Il processo a dicembre
Il Gup ha accettato la richiesta di rito alternativo, fissando la data della discussione del processo per il prossimo 2 dicembre. In quella sede saranno esaminati gli atti raccolti dalla procura e le eventuali memorie difensive. Nel giudizio abbreviato non si svolge il dibattimento tradizionale, e la decisione del giudice si basa principalmente sulla documentazione già acquisita in fase di indagine.
Una vicenda che riapre il dibattito sulla sicurezza nei locali
L’episodio di Città di Castello riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi pubblici, in particolare nei locali frequentati da giovani. L’utilizzo delle telecamere di sorveglianza si è rivelato decisivo anche in questo caso, permettendo una rapida ricostruzione dei fatti e l’individuazione del presunto autore del reato. Resta ora da attendere l’esito del processo, che sarà definito entro la fine dell’anno.