Corteo pro-Pal a Perugia, cori anche per Anan Yaeesh detenuto a Terni

Nel centro storico della città si è svolta la manifestazione pro-Palestina più partecipata in Umbria, tra solidarietà, denuncia e memoria delle vittime a Gaza

Cartelli, cori e kefiah hanno invaso il cuore di Perugia nel pomeriggio di sabato, durante il più affollato corteo a sostegno della Palestina mai organizzato nel capoluogo umbro. Oltre un migliaio di persone ha sfilato da piazza Danti a borgo XX Giugno, sventolando bandiere palestinesi, indossando kefiah come simbolo di resistenza e intonando slogan contro il riarmo e la Nato.

Il messaggio principale è stato chiaro: “Stop al genocidio”, si leggeva su numerosi cartelli, mentre lungo il percorso si levavano cori a sostegno del popolo palestinese. Il corteo è stato promosso da un fronte ampio e trasversale, composto da sigle sindacali, realtà studentesche e movimenti politici. Tra questi: Pci Umbria, Usb – Unione sindacale di base, Unione degli studenti dell’Umbria e il collettivo All eyes on Palestine Perugia. Fra i cori anche quello per l’uscita dell’Italia dalla Nato. Si gridava “Palestina libera” ma non da Hamas.

Una delle tappe più significative si è svolta davanti alla sede Rai dell’Umbria, dove i manifestanti hanno reso omaggio ai giornalisti uccisi nel conflitto in corso, con particolare attenzione alla figura di Anas al-Sharif, reporter di Al Jazeera, deceduto a 28 anni durante i bombardamenti su Gaza. Questo momento è stato vissuto con profonda commozione, come simbolo della difficile condizione della libertà di stampa nelle zone di guerra.

All’interno della manifestazione si è parlato anche del caso di Anan Yaeesh, attivista palestinese attualmente detenuto nel carcere di Terni, nel polo penitenziario di Sabbione. La sua storia è diventata emblematica e ha trovato spazio durante gli interventi pubblici. È stata annunciata una mobilitazione specifica per domenica 21 settembre proprio davanti alla struttura dove è rinchiuso.

«Anan è il simbolo di una lotta più grande», è stato detto  sottolineando come la sua vicenda rappresenti molti altri casi simili. Yaeesh è al centro di una richiesta di estradizione avanzata da Israele, già respinta in passato dalla Corte d’Appello dell’Aquila, fatto che ha alimentato ulteriormente la mobilitazione a suo favore. Il corteo si è concluso senza incidenti.

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