“Le scelte della Regione Umbria rappresentano solo fumo negli occhi per i 23 mila cacciatori umbri”. Con queste parole Manuela Puletti, responsabile del dipartimento caccia della Lega Umbria, ha duramente criticato l’operato dell’assessore Meloni, accusando la giunta regionale di ignorare le esigenze del comparto venatorio e di adottare misure inefficaci.
Puletti ha messo in discussione l’effettiva utilità delle decisioni prese in vista della nuova stagione venatoria, definendo i toni dell’assessore “trionfalistici” e scollegati dalla realtà percepita da chi vive quotidianamente il mondo della caccia. Secondo la rappresentante leghista, il cacciatore non è una figura ingenua da compiacere con promesse o proclami, ma una persona consapevole, che chiede rispetto e coerenza.
Uno dei punti centrali della critica riguarda l’apertura in deroga della caccia, fissata per metà ottobre per alcune specie come storno, piccione di città e tortora dal collare. Una scelta che, a detta di Puletti, arriva troppo tardi per rappresentare un reale supporto agli agricoltori, visto che la maggior parte delle colture sarà già stata raccolta. Anche la possibile proroga della chiusura per la beccaccia, ancora non confermata, viene letta come una promessa inconsistente: “Si fa passare per conquista ciò che altrove è già norma”, ha affermato.
La Lega Umbria denuncia inoltre l’assenza di dialogo istituzionale, sottolineando come ben sei associazioni venatorie abbiano richiesto un confronto urgente con l’assessorato, chiedendo una revisione della data di apertura. A detta di Puletti, queste richieste non sono state ascoltate, a dimostrazione di una “totale assenza di confronto con chi la caccia la vive e paga per un servizio che non riceve”.
Puletti ha poi ampliato lo sguardo al contesto politico regionale, affermando che il centrodestra ha finora dimostrato una scarsa capacità di ascolto nei confronti del mondo rurale, nonostante l’impegno della Lega nel difendere le istanze dei cacciatori. Le scelte adottate – secondo la dirigente – non riflettono la linea del partito, ma sarebbero state influenzate da altri equilibri di coalizione.
Critiche anche al centrosinistra, descritto come incapace di agire per via della presenza di “ambientalisti estremisti” nella giunta, i quali condizionerebbero ogni iniziativa, arrivando a minacciare crisi politiche o campagne stampa per bloccare provvedimenti favorevoli alla caccia.
La posizione della Lega è chiara: una preapertura a settembre, come già avviene in Toscana e Marche, è possibile se supportata da una reale volontà politica e da una pianificazione attenta. L’auspicio, conclude Puletti, è che si guardi al modello delle regioni limitrofe anche per altri aspetti gestionali, come la data di chiusura della stagione venatoria.