Sanità Umbria: confermate 711 assunzioni nel 2025, ma è polemica sui costi

La Giunta regionale annuncia il potenziamento del personale sanitario, ma l’opposizione chiede chiarimenti su risorse e sostenibilità economica

Saranno 711 le nuove unità che entreranno in servizio nel comparto sanitario dell’Umbria nel 2025, come confermato dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, durante la discussione in Aula sull’interrogazione presentata dai consiglieri Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace (FdI) e la stessa presidente Donatella Tesei (Lega). La manovra, parte del piano triennale del fabbisogno, punta al rafforzamento della sanità pubblica regionale, sia sul fronte ospedaliero che su quello territoriale.

Secondo quanto dichiarato dalla Giunta, le assunzioni previste saranno tutte aggiuntive rispetto al normale turnover del personale. Si tratta, nello specifico, di 273 unità di personale dirigente e 438 del comparto, con l’obiettivo dichiarato di rispondere in modo mirato alle carenze individuate dalle aziende sanitarie.

La ripartizione delle nuove assunzioni tra le quattro aziende sanitarie umbre è la seguente:

  • Azienda ospedaliera di Perugia: 84 nuove unità (46 dirigenti, 38 comparto)

  • Azienda ospedaliera di Terni: 116 nuove unità (41 dirigenti, 75 comparto)

  • Usl Umbria 1: 290 nuove unità (82 dirigenti, 208 comparto)

  • Usl Umbria 2: 221 nuove unità (104 dirigenti, 117 comparto)

Nel dettaglio, tra le figure professionali previste figurano:

  • 239 dirigenti medici

  • 10 dirigenti medici veterinari

  • 17 dirigenti sanitari non medici

  • 117 infermieri

  • 69 tecnici sanitari

  • 23 operatori socio-sanitari

  • 81 impiegati amministrativi

  • 137 tecnici

  • 9 ostetriche

  • 4 ingegneri

  • 3 dirigenti amministrativi

  • 2 assistenti sociali

Alle nuove assunzioni si aggiungono inoltre 178 stabilizzazioni, suddivise tra 65 unità di personale dirigente (inclusi 25 medici) e 113 del comparto, secondo una strategia che mira anche alla valorizzazione delle risorse già in servizio con contratti precari.

“Potenziare il personale significa potenziare la sanità pubblica”, ha dichiarato Proietti, evidenziando che tutte le azioni rientrano nel tetto di spesa regionale. Per rendere più efficiente la gestione delle procedure, è stato istituito un tavolo regionale di concertazione per coordinare concorsi unici regionali, evitando la frammentazione tra le aziende sanitarie. Si prevede anche l’anticipo della pianificazione per il triennio 2026-2028, già a partire da novembre, in modo da allineare le tempistiche dei concorsi con l’approvazione dei piani.

La centrale unica concorsuale sarà il fulcro del nuovo modello organizzativo, permettendo di accelerare l’immissione in servizio dei nuovi professionisti. Diversi bandi risultano già pubblicati, mentre altri sono in fase avanzata di attuazione.

Tuttavia, non sono mancate le critiche. Il consigliere Melasecche ha espresso “insoddisfazione per una risposta giudicata incompleta”, lamentando l’assenza di dettagli sul costo effettivo delle nuove assunzioni. In particolare, ha sollevato dubbi su un possibile aumento di spesa pari a 35 milioni di euro, che si aggiungerebbero al disavanzo di 245 milioni già contestato nei mesi precedenti dall’opposizione. “I cittadini si chiedono dove troverete questi soldi”, ha commentato, riferendosi alla sostenibilità economica dell’intervento.

Il dibattito resta aperto anche sulla copertura finanziaria dell’operazione, che, secondo i promotori del piano, sarebbe compatibile con i vincoli di bilancio regionale. Tuttavia, l’assenza di una risposta puntuale sul tema economico ha alimentato tensioni politiche in Aula, con l’opposizione che chiede maggiore trasparenza sui numeri e sugli impegni futuri.

Nonostante le polemiche, l’annuncio rappresenta uno dei maggiori interventi degli ultimi anni nella sanità regionale, sia in termini numerici che strategici, e segna un punto di svolta nella gestione del personale del servizio sanitario umbro.

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