Avvocati perugini in visita al carcere di Capanne: “Situazione grave anche a livello sanitario”

Nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, gli avvocati denunciano criticità strutturali, sanitarie e di personale

La Camera penale di Perugia “Fabio Dean” ha visitato il carcere di Capanne, aderendo all’iniziativa nazionale “Ristretti in agosto”, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita dei detenuti. Alla visita hanno partecipato l’avvocato Luca Gentili, presidente dell’associazione, rappresentanti delle istituzioni e del Consiglio regionale, tra cui Fabrizio Ricci di Alleanza Verdi e Sinistra.

Lo facciamo per dare voce a chi non ce l’ha”, ha spiegato Gentili, sottolineando come il tema delle carceri sia spesso discusso, ma raramente affrontato con interventi concreti e strutturali. Il presidente ha denunciato le principali criticità riscontrate all’interno dell’istituto penitenziario perugino: il sovraffollamento, la gestione dei detenuti psichiatrici, le carenze nell’organico della polizia penitenziaria e dell’area sanitaria.

Visitando le celle e parlando direttamente con i detenuti, i rappresentanti hanno avuto modo di constatare una realtà difficile, che ostacola qualsiasi percorso rieducativo, pilastro previsto dalla Costituzione. “La situazione è complicata anche per chi lavora nel carcere: poliziotti, medici, operatori sociali e direzione vivono ogni giorno difficoltà enormi”, ha dichiarato Gentili, che ha poi aggiunto come il personale sia gravemente sottodimensionato, soprattutto nei reparti medici e di sorveglianza.

Il consigliere regionale Ricci ha confermato quanto emerso durante la visita, parlando di una situazione critica con un tasso di sovraffollamento del 60%, dato confermato dalla direttrice del carcere, dal medico incaricato della sanità penitenziaria e dalla polizia penitenziaria. “Una situazione insostenibile, che rende tutto più difficile, dai controlli di sicurezza all’erogazione di cure e servizi essenziali”, ha commentato.

Secondo Ricci, è urgente un intervento strutturale, che preveda la riduzione del numero di detenuti e un contestuale aumento del personale. In tal senso, il recente ripristino del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria è stato definito un primo passo positivo, che potrebbe facilitare la gestione delle risorse e delle criticità, ma non sufficiente se non accompagnato da interventi mirati e tempestivi.

Il carcere di Capanne non è un caso isolato, ma rappresenta emblematicamente le condizioni in cui versano molte strutture penitenziarie italiane. La visita della Camera penale e l’iniziativa “Ristretti in agosto” vogliono accendere i riflettori su un sistema in difficoltà, dove i diritti fondamentali rischiano di essere compromessi, a partire da quello alla salute.

Serve un piano d’azione coordinato, ha ribadito Gentili, che metta insieme istituzioni locali, regionali e governo nazionale, per trasformare le carceri in luoghi realmente orientati alla rieducazione, come previsto dall’articolo 27 della Costituzione.

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