Sisma alta Umbria, contributi Cas di nuovo fermi: “Situazione insostenibile”

Il comitato Rinascita 9 marzo denuncia gravi ritardi nei pagamenti per l’autonoma sistemazione delle famiglie colpite dal sisma del 2023

Pagamenti bloccati, promesse disattese e famiglie in difficoltà. È la fotografia che il comitato Rinascita 9 marzo, formato dagli sfollati del terremoto del 2023, restituisce con forza, denunciando la mancata erogazione dei contributi per l’autonoma sistemazione destinati alle famiglie di Umbertide e della zona nord di Perugia.

La situazione è veramente insostenibile – scrive il comitato in una nota – anche perché le legittime domande relative ai perché del ritardo restano senza risposta. Dove si è inceppato il meccanismo, se è vero che i fondi sono stati stanziati?”.

Secondo quanto riportato, il Comune di Umbertide è fermo ai pagamenti di aprile, mentre Perugia risulta ancora più indietro, avendo erogato i contributi solo fino a marzo. La cadenza mensile dei pagamenti, garantita nei mesi successivi al sisma, non è più rispettata, nonostante le rassicurazioni ricevute dalle istituzioni durante l’ultimo incontro ufficiale.

Il 30 giugno scorso, infatti, si era tenuta una riunione a Sant’Orfeto alla presenza della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del commissario straordinario Guido Castelli, della Protezione civile e dei rappresentanti dei Comuni interessati. In quell’occasione, era stata promessa una ripartenza immediata dei flussi finanziari.

I soldi sono stati stanziati – aveva dichiarato la vicesindaca di Umbertide Annalisa Mierlae mancano solo alcune procedure amministrative per farli arrivare alle famiglie”. Inoltre, era stata garantita la copertura economica fino a dicembre 2025, rassicurando i cittadini sulla stabilità degli aiuti.

Tuttavia, a più di un mese da quell’incontro, i fondi non sono stati sbloccati e le famiglie terremotate si trovano in gravi difficoltà economiche, strette tra affitti, mutui e bollette senza l’aiuto promesso. “Se è vero che c’è attenzione nei confronti di questi territori e che non saremo lasciati soli – concludono i comitati – questo è il momento di dimostrarlo, con fatti e scelte precise”.

A peggiorare il quadro, l’attesa per l’ordinanza della Protezione civile, annunciata sempre a giugno, che dovrebbe fissare due date chiave per la ricostruzione: entro il 31 ottobre 2025 le famiglie dovranno presentare la dichiarazione di volontà a richiedere i contributi, mentre entro il 31 dicembre 2025 dovrà essere definito il livello di danno delle abitazioni.

I comitati chiedono ora risposte chiare e urgenti anche in merito alla mancata applicazione di agevolazioni fiscali, riconosciute in altri territori colpiti dal sisma ma non previste per Umbertide e l’area perugina. Annunciano una comunicazione ufficiale rivolta alle istituzioni regionali e nazionali, affinché vengano fornite spiegazioni e, soprattutto, soluzioni immediate.

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