Umbria-Toscana, l’opposizione sul protocollo d’intesa: “Resa politica, sanità e autonomia svendute”

I gruppi di opposizione attaccano la Giunta Proietti: “Accordo pericoloso che danneggia l’elisoccorso, la sanità e le infrastrutture umbre”

Duro attacco dei consiglieri regionali di opposizione all’accordo tra le Regioni Umbria e Toscana, siglato nei giorni scorsi dalla presidente umbra Donatella Proietti. Secondo i firmatari della nota – rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e civiche – il cosiddetto “protocollo d’intesa” non sarebbe un atto di cooperazione, ma una vera e propria “resa politica” che metterebbe a rischio l’autonomia regionale, i servizi sanitari strategici e le infrastrutture.

Nel mirino finisce innanzitutto il servizio di elisoccorso, che rischierebbe una drastica riduzione dell’efficienza a causa della gestione condivisa con la Toscana. I consiglieri ricordano come, fino al 2024, il sistema fosse condiviso tra più regioni, con limitazioni significative, superate solo grazie al lavoro della precedente Giunta Tesei che aveva reso il servizio autonomo e perfettamente integrato nella rete emergenziale regionale. Con il nuovo accordo, invece, l’Umbria perderebbe controllo operativo, tornando a un modello giudicato arretrato e meno efficace.

Preoccupazioni emergono anche sul fronte della sanità. I cittadini delle aree di confine, come l’Alto Tevere e il Trasimeno, potrebbero essere indirizzati verso strutture toscane, situazione che, secondo l’opposizione, rappresenta un chiaro segno di fallimento della sanità umbra sotto la nuova gestione. Le critiche si concentrano inoltre sull’aumento delle liste d’attesa, che in pochi mesi sarebbero raddoppiate. “Si camuffa l’inefficienza come cooperazione interregionale”, accusano i consiglieri, “ma la realtà è quella di un sistema locale indebolito, che non riesce più a curare i propri cittadini”.

Anche le infrastrutture rientrano tra i punti critici dell’intesa. L’esempio più emblematico, secondo l’opposizione, sarebbe la decisione di privilegiare Rigutino (in Toscana) al posto di Creti (in Umbria) per la nuova stazione dell’Alta Velocità, nonostante quest’ultima fosse stata inizialmente indicata come la scelta più valida anche dall’assessore umbro De Rebotti. “Un voltafaccia inspiegabile”, denunciano, “che penalizza i pendolari e l’intero sistema di mobilità regionale”.

Dietro l’accordo, secondo i gruppi consiliari di minoranza, ci sarebbe un disegno politico funzionale alla campagna elettorale del presidente toscano Eugenio Giani e del Partito Democratico, in cui l’Umbria verrebbe ridotta a “succursale della Toscana”, perdendo peso decisionale e indipendenza. “Un’umiliazione istituzionale senza precedenti”, dichiarano con fermezza.

In conclusione, i rappresentanti dell’opposizione chiedono alla presidente Proietti di fare chiarezza immediata sul contenuto e sulle finalità dell’intesa, sollevando il dubbio che si tratti più di un commissariamento politico che di una reale collaborazione interregionale. “Non permetteremo – affermano – che l’Umbria venga sacrificata per logiche di partito o opportunità elettorali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

I segretari dem di Umbria, Emilia Romagna, Toscana e Sardegna contro il commissariamento deciso dal...
Da quasi due mesi nessuna risposta alla richiesta di accesso agli atti sui dati aggiornati....
I consiglieri regionali di opposizione accusano la maggioranza di inazione: “Il progetto c’è, ma manca...

Altre notizie