La morte di Samuele De Paoli, avvenuta nel 2021 in provincia di Perugia, approda nuovamente in Cassazione dopo un doppio ricorso. Al centro del caso, la colluttazione tra il giovane e Hudson Pinheiro Reis Duarte, transessuale di origine brasiliana, conosciuta come Patrizia, già assolta in due gradi di giudizio con formula piena. Ne riferisce Umbria24
La Procura generale contesta l’ultima sentenza della Corte d’Appello, ritenendo che l’imputata abbia provocato la morte di De Paoli con una stretta al collo, tale da determinare un arresto cardiaco di tipo riflesso. Secondo l’accusa, l’episodio sarebbe seguito a un incontro sessuale sfociato in un’aggressione violenta, in cui l’imputata avrebbe reagito in modo eccessivo.
La difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Gatti e Fabio Basile, insiste invece sulla legittima difesa, sostenendo che De Paoli si trovasse in condizioni psicofisiche alterate a causa di un’intossicazione da cocaina e alcol. In tale contesto, l’uomo avrebbe aggredito la Pinheiro, che avrebbe reagito con una pressione definita “modesta e casuale” al collo della vittima, senza poter immaginare un epilogo così tragico.
Nel ricorso difensivo viene ribadita la correttezza dell’assoluzione, ritenuta «giusta e legittima», evidenziando l’assenza di qualsiasi forma di colpa da parte dell’imputata. Gli avvocati invocano inoltre una lettura costituzionalmente orientata dell’articolo 584 del Codice penale, relativo all’omicidio preterintenzionale, che consenta di escludere responsabilità quando manchi l’intenzione di provocare un esito letale.
Dopo due gradi di giudizio conclusi con l’assoluzione, sarà ora la Suprema Corte di Cassazione a pronunciarsi, decidendo se confermare la decisione della Corte d’Appello o riaprire la fase processuale.