È definitiva la condanna a 8 anni e 6 mesi di reclusione per Danilo Baldini, l’uomo che nel gennaio 2020 sparò alla sorella Cristina e al compagno Diego De Luca, colpendoli dal balcone della propria abitazione a San Valentino della Collina, una frazione del comune di Marsciano (PG). La Corte di Cassazione ha rigettato l’ultimo ricorso presentato dalla difesa, chiudendo così un procedimento giudiziario complesso e doloroso, che ha visto ribaltamenti e rinvii tra Perugia e Firenze.
La sentenza ha confermato le aggravanti per tentato omicidio: legame di parentela con la vittima e futili motivi, mentre non è stata riconosciuta l’attenuante della provocazione, punto chiave sul quale si basavano le ultime speranze dei legali di Baldini. Nonostante la richiesta di annullamento avanzata dal procuratore generale, la Suprema Corte ha ritenuto fondata la decisione della corte d’appello di Firenze, rendendo esecutiva la condanna.
I carabinieri della compagnia di Todi hanno già dato esecuzione all’ordinanza, trasferendo Baldini nel carcere di Spoleto, dove sconterà la pena. La parte della condanna relativa al ferimento di De Luca era già passata in giudicato ed era stata assorbita dal periodo trascorso in custodia cautelare, tra carcere e arresti domiciliari.
Il fatto avvenne il 2 gennaio 2020: Danilo Baldini, affacciato al balcone della sua abitazione, aprì il fuoco su Cristina e Diego, colpendoli con violenza. La sorella riportò lesioni gravissime, entrando in coma e perdendo in seguito la vista da un occhio, oltre a subire una devastante deformazione facciale. Il compagno, colpito meno gravemente, sopravvisse. La vicenda suscitò un forte impatto emotivo nella comunità umbra, anche per la natura familiare della tragedia.
L’avvocato di Cristina Baldini, Pietro Gigliotti, ha riferito che la sua assistita ha accolto la notizia con sentimenti contrastanti: un sollievo legato alla chiusura del percorso giudiziario, ma anche profondo dispiacere per le implicazioni familiari di un’aggressione che ha lasciato cicatrici fisiche e psicologiche indelebili. “È un dolore che non si cancella, ma almeno la giustizia ha fatto il suo corso”, ha dichiarato il legale.
La vicenda giudiziaria si era complicata nel tempo, con un primo annullamento con rinvio da parte della Cassazione che aveva trasferito l’appello da Perugia a Firenze. Tuttavia, le nuove valutazioni non hanno portato a un esito diverso: la responsabilità di Baldini è rimasta pienamente confermata, così come la gravità dei fatti contestati.