L’Umbria si trova a fare i conti con un lento ma costante spopolamento che, secondo la Lega, sta minacciando le fondamenta demografiche e sociali del territorio. I dati Istat mostrano un quadro preoccupante: “Solo nella provincia di Terni, negli ultimi sei anni, si contano circa 200 neonati in meno”, evidenziano l’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario regionale della Lega Umbria, e Simone Pillon, responsabile del Dipartimento Famiglia della Lega Umbria.
“L’Umbria sta lentamente perdendo il proprio futuro”, affermano i due esponenti leghisti, puntando il dito contro quella che definiscono l’inerzia della sinistra nell’affrontare una delle più gravi crisi del territorio: il crollo delle nascite. Secondo Marchetti e Pillon, il problema sarebbe aggravato dall’attenzione riservata a temi ideologici ritenuti secondari: “Invece di affrontare la crisi delle nascite, si preferisce inseguire battaglie ideologiche scollegate dalla realtà”, dichiarano.
Il riferimento diretto è al recente riconoscimento, nel Comune di Spoleto, di un bambino con due mamme. Un caso che secondo i rappresentanti della Lega «tenterebbe di cancellare la figura del padre e della madre, sostituendola con una pericolosa logica da “genitore 1 e genitore 2”, pilastro dell’ideologia gender». Si tratterebbe, secondo la loro posizione, di “un attacco ai valori fondanti della famiglia naturale”, proprio nel momento in cui, aggiungono, “la nostra terra avrebbe bisogno di politiche concrete per sostenere la natalità, i giovani e il futuro”.
La Lega contesta anche la mancata applicazione della legge regionale sulla famiglia, a prima firma di Paola Fioroni e approvata nella precedente legislatura. «Perché la Regione Umbria non ha mai dato piena attuazione alla Legge sulla famiglia?», domandano Marchetti e Pillon, accusando l’attuale amministrazione regionale di preferire “la propaganda alle risposte reali”.
Per i due esponenti del partito, la situazione impone un cambio di rotta immediato e coraggioso. Servono, affermano, “misure coraggiose e immediate per sostenere la genitorialità, contrastare lo spopolamento e restituire speranza alle comunità umbre”. Una visione incentrata su valori tradizionali, identitari e familiari, ritenuti fondamentali per la rinascita della regione.
“Continueremo a batterci per un’Umbria che rinasce sui valori della vita, della famiglia e dell’identità”, concludono Marchetti e Pillon. “Perché senza bambini non c’è futuro, e senza famiglia non c’è comunità”.