La Guardia di Finanza ha recentemente concluso un’operazione di indagine che ha messo in evidenza una preoccupante presenza di evasione fiscale e lavoro irregolare nella provincia di Perugia. I controlli, effettuati negli ultimi cinque mesi, hanno coinvolto 561 attività commerciali, con risultati che testimoniano la persistenza dell’evasione fiscale e delle irregolarità lavorative, in particolare nel settore dei servizi e del commercio.
Evasione fiscale diffusa
Un dato particolarmente allarmante riguarda l’emissione degli scontrini. Il 40% delle attività commerciali controllate non ha rispettato l’obbligo di emettere uno scontrino o una ricevuta fiscale. Questo fenomeno è considerato una delle principali forme di evasione fiscale “di prossimità”, che compromette la concorrenza leale tra le imprese e danneggia l’economia locale. La Guardia di Finanza ha sottolineato che questa forma di evasione è ancora molto radicata e rappresenta una minaccia per il sistema fiscale e per la trasparenza degli scambi commerciali.
Canone Rai: un’evasione allarmante
Un altro ambito che ha sollevato preoccupazioni riguarda il canone Rai. Dei 48 accertamenti effettuati sui titolari di esercizi pubblici, ben 45 risultano irregolari, con un tasso di evasione che supera il 90%. La situazione evidenzia la difficoltà di far rispettare gli obblighi relativi al pagamento del canone, che rimane una delle forme di evasione più comuni tra i commercianti della regione.
Irregolarità sul lavoro: scoperti 63 lavoratori in nero
Sul fronte del lavoro, i controlli hanno portato alla luce 63 lavoratori irregolari in 88 verifiche, in settori come edilizia, ristorazione, sartoria e organizzazione eventi. Di questi, 40 lavoratori erano completamente in nero, mentre i restanti 23 erano impiegati con contratti non conformi o senza la necessaria comunicazione preventiva. Questi dati evidenziano un’alta incidenza di lavoro sommerso, che danneggia la sicurezza e i diritti dei lavoratori.
In uno dei casi più gravi, a Deruta, è stato scoperto un lavoratore straniero senza permesso di soggiorno, per il quale è stato disposto un provvedimento di espulsione. Il datore di lavoro, un imprenditore cinese, è stato denunciato per violazione delle leggi sull’immigrazione. A Foligno, invece, una donna è stata trovata a lavorare in nero in una pasticceria pur percependo l’indennità di disoccupazione (Naspi). Per lei è scattata una segnalazione alla Procura per indebita percezione di erogazioni pubbliche, e l’attività della pasticceria è stata sospesa.
Conformità sui pagamenti elettronici
I controlli sui pagamenti elettronici, in generale, non hanno evidenziato irregolarità significative, suggerendo che molti commercianti si stanno adeguando alle normative in materia di transazioni digitali. Questo risulta un passo positivo verso la trasparenza e la regolarizzazione del settore commerciale.