È approdata in Parlamento la delicata vicenda del liceo Galeazzo Alessi di Perugia, diventata ormai emblema di un malessere diffuso nella scuola pubblica italiana. A portare il caso in Aula è stato il senatore del Partito Democratico Walter Verini, che ha dato voce all’appello lanciato dalla sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, intervenuta a nome dell’intero Comune.
Verini ha precisato che “questa situazione, pur rappresentando un fatto locale, tocca temi fondamentali che hanno a che vedere con i processi educativi della scuola italiana”. La denuncia verte su una gestione definita “chiusa” da parte della dirigenza scolastica, che avrebbe interrotto “le iniziative di integrazione educativa, che da anni arricchivano l’offerta formativa, creando un clima di tensione e incertezza”.
Clima teso e proteste studentesche
La crisi interna al liceo, secondo quanto riferito dal senatore, si manifesta con “una totale mancanza di dialogo e apertura”. Tale chiusura avrebbe generato un clima difficile, sia all’interno dell’istituto che nel contesto cittadino. Verini ha sottolineato che “il clima di tensione si è venuto a determinare dentro e fuori l’istituto ed è più volte sfociato nelle proteste pacifiche degli studenti”, sottolineando quindi “l’urgenza di ripristinare il dialogo e la normalità didattica”. Proprio nei giorni scorsi era stata sfiduciata la dirigente scolastica.
Un grido d’allarme condiviso
In Senato, Verini ha ribadito la richiesta indirizzata al presidente del Senato stesso affinché si faccia portavoce presso il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. “Chiediamo risposte chiare – ha detto – anche riguardo all’eventuale ispezione ministeriale ordinata. È imprescindibile adottare un’iniziativa immediata e decisa al fine di ripristinare serenità all’interno dell’istituto”, richiamando la necessità di “comportamenti corretti che dovrebbero essere alla base di ogni attività didattica”.
L’intervento della sindaca Ferdinandi
Determinante è stato il ruolo della sindaca Vittoria Ferdinandi, che in una lettera inviata a tutti i parlamentari umbri e al ministro, ha denunciato con forza la situazione. “Riteniamo inaccettabile – ha scritto – che a centinaia di studentesse e studenti venga sistematicamente negata la possibilità di vivere appieno l’esperienza scolastica, non solo dal punto di vista didattico ma anche umano, relazionale e formativo”. Il documento ricostruisce le criticità degli ultimi mesi, culminate con la discussa esclusione degli studenti da un evento al PalaBarton.
Ferdinandi ha evidenziato che “insieme all’intero consiglio comunale abbiamo deciso di agire in modo unitario perché non possiamo rimanere in silenzio davanti alla frustrazione di ragazze e ragazzi che chiedono solo di poter vivere la scuola come luogo di crescita, partecipazione e libertà”. La missiva si conclude con la richiesta di “un intervento urgente per verificare la situazione e garantire condizioni adeguate di funzionamento dell’Istituto, a tutela del diritto allo studio e alla piena realizzazione del percorso educativo degli studenti”.